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Primavera Beat Special: Giuda!

Martedì 06 Marzo 2012 15:30
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Si chiamano Giuda e arrivano da Roma. Ma se siete su questo sito a leggere, avrete già passato giornate, nottate e ore in macchina a sfondarvi le orecchie con il loro recente album "Racey Roller", su White Zoo Records. I Giuda l'anno scorso hanno messo d'accordo tutti, dalle fazioni di Punks più ortodossi fino alle riviste internazionali come Mojo, facendo il pienone ai concerti in Italia e all'estero. Non c'è dubbio che tenga: i Giuda hanno il suono dritto in faccia che ci voleva per smuovere le coscienze e tornare a divertirsi. Hanno spiegato in poco più di mezz'ora (la durata del disco) come si fa il rocknroll, quanto sia importante la sintesi e quanto sia necessario riappropriarsi delle basi: ritmo, riffs, cori. Gli elementi primordiali della musica e della strada, quello che vuole la gente. I Giuda saranno ospiti nella giornata di venerdì 16 marzo 2012 nell'ambito del Primavera Beat Festival, ad Alessandria, alla ex Caserma Valfrè. Tutti i dettagli della manifestazione (imperdibile!) li trovate qui: http://www.facebook.com/pages/PRIMAVERA-BEAT-FESTIVAL-Alessandria/122037987903179?sk=info. I Giuda sono a pochi passi dal palco, e la tensione sale. Diamo il benvenuto a Lorenzo (chitarra) e Tenda (voce).

Benvenuti su Retrophobic. L'anno scorso i Giuda sono usciti allo scoperto, facendo una cosa che in Italia non succedeva da tempo: mettere d'accordo tutti. La band ha riscosso recensioni positivissime, i concerti sono eventi molto attesi, e il gruppo è riuscito a costruirsi aspettative solitamente riservate a gruppi stranieri. Mi puoi raccontare com'è successo tutto, dagli esordi fino alle date all'estero e al giustificato "hype" che vi sta attorno?

LORENZO: Dopo la morte del nostro batterista, Francesco, ed il conseguente scioglimento dei Taxi, ci siamo riformati come Giuda alla fine del 2007. Non aveva più senso continuare a suonare e proporre i nostri vecchi pezzi senza di lui ma la voglia di continuare era comunque molto forte... ed eccoci qua. Il nostro sound adesso è più vicino a quello che ascoltiamo da qualche anno e sicuramente più appetibile ad una più vasta fetta di pubblico anche se già con i Taxi avevamo un buon seguito. Siamo sempre andati per la nostra strada fregandocene della moda del momento ed è forse questo quello che viene apprezzato di più.

Riascoltando "Racey Roller" ci si trova davanti ad una miscela molto accessibile, in grado di piacere ad una fetta enorme di pubblico, dagli appassionati di hard rock ai punks ai metalheads o ai fanatici del garage. Ma oltre a questo, per chi li sa cogliere, il disco è pieno di riferimenti specifici, piccoli particolari che lo rendono così appetibile. Come siete riusciti a "raffinare" così bene il suono e la scrittura dei Giuda?

L: Vero, il disco è pieno di riferimenti, anche molto espiciti. Siamo cresciuti ascoltando punk rock e penso che l'eco di alcuni gruppi come Slaughter And The Dogs ed i primi Cock Sparrer sia ancora risconrabile nei nostri pezzi, nati dall'influenza di gruppi come Slade, Sweet, Mud, Faces, l'Aussie rock stile Vanda & Young ed il Junk Shop Glam di gruppi semi sconosciuti della prima metà degli anni 70...poi un pizzico di Equals, Troggs, Small Faces ed il gioco è fatto. Il nostro sound è molto ricercato, nella realizzazione del disco, registrato in analogico, abbiamo dato molta importanza alla strumentazione, mentre per quanto riguarda la "composizione" dei pezzi cerchiamo sempre di scrivere ogni singolo brano come fosse un "singolo".

Credo che i Giuda abbiano anche un fortissimo appeal "stradaiolo": un qualcosa che vi dona credibilità, in cui il pubblico possa identificarsi. I Giuda sono ok per chi va allo stadio, per chi bazzica le sottoculture, i pub e per chi non aspetta altro che il weekend per tornare ad essere se stesso. Da dove arrivano "culturalmente" i Giuda?

TENDA: Siamo cresciuti nell'hinterland a est di Roma dove essere "punk" rappresentava l'unica via d'uscita all'appiattimento socio cerebrale dilagante. Essere diversi e sottolinearlo con forza è diventato poi un modo di essere, nella testa prima di ogni altra cosa. Non siamo musicisti, ne artisti, non ci inventiamo nulla, ma tutto quello che facciamo lo facciamo in modo diretto ed onesto senza tradire ciò che siamo, senza dimenticare da dove veniamo. Poi se tutto questo significa essere punk, skin, boot boy, mod o quant'altro non lo sappiamo e non ci interessa. Siamo quello che siamo perché c'è stato un percorso di esperienze, situazioni, persone. Ad un certo punto ci siamo dovuti fermare e guardare indietro, sono passati tanti anni . Oggi abbiamo raggiunto un compromesso, trovato un punto d'incontro alle diversità dei nostri vissuti e ci presentiamo così, senza nulla voler imporre o vantare, ma con la consapevolezza di poter guardare tutti dritti negli occhi senza alcuna remora o timore. E questo speriamo di trasmetterlo a chi ci ascolta.

Quali sono state le più importanti gratificazioni che avete ricevuto nell'ultimo periodo?

L: Sinceramente, non pensavo che il disco avrebbe riscosso tanti consensi e quindi il solo fatto che sia piaciuto a così tanta gente fa molto piacere. E' stato gratificante l'aticolo sui Giuda di Mojo Magazine ed eseere definiti "the new Gary Glitter" da Kim Fowley. Ci ha fatto piacere ricevere complimenti e recensioni da gente come Robin Wills dei Barracudas o da Phil King (ex Lush e Jesus And Mary Chain,) veri padrini della riscoperta del Junk Shop Glam.

Dopo il singolo, l'album e le date in giro per l'Europa, state già preparando qualcosa di nuovo?

L: Continueremo a suonare in Italia ed in Europa fino ad agosto, poi partiremo per un tour di 8 date negli Stati Uniti prima di prenderci una pausa per poter cominciare a lavorare sul nuovo album.

Cosa vi aspettate dal vostro attesissimo concerto di venerdì 16 marzo a Primavera Beat, ad Alessandria, e cosa si dovrà aspettare il pubblico che magari vi vedrà per la prima volta?

T: Daremo il massimo, come sempre e cercheremo di regalare al pubblico cinquanta minuti di sano rock'n'roll.
"What we are doing is rocking and we want people up off of their backsides enjoying it!" (Noddy Holder - Slade)


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Marzo 2012 13:50
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