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Quell‘oscuro oggetto del desiderio…

Sabato 11 Agosto 2007 22:23
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Alzi la mano chi non possiede nella vita reale una banale passione, un hobby, diletto, divertissment che ci tiene impegnati per minuti, ore, giorni, per alcuni intere esistenze!
Se non fosse per velleità sportive, artistiche, sociali, politiche, ludiche, il tutto sarebbe monotono, vuoto, privo di qualsiasi significato, sfido a dimostrare il contrario.
Il collezionismo, malattia del ventesimo secolo, si diffonde a macchia d’olio in ogni angolo del pianeta, con ovvia e capillare diffusione nei paesi occidentalizzati, ove i rappresentanti della categoria pullulano in ogni forma e luogo che ci è dato conoscere.
Il collezionista di DISCHI,  possiede tutte le caratteristiche del collezionista tipo, con tutti i tic che lo raffigurano ai comuni mortali: barba incolta, trasandato e svogliato nell’abbigliamento (tranne nelle grandi occasioni), sovrappeso, cultura abbastanza elevata, capace di svegliarsi alle 5 di mattina per andar al mercatino del piccolo borgo di provincia dovesperaditrovareunacopiamintdegliUraganiper5sacchi, buon impiego da poter permetter di coltivare la suddetta passione, di poche parole con i comuni mortali, logorroico invece con i suoi simili, gran beone, amante della buona cucina, fumatore incallito (anche joint se capita!), pigro, discreta memoria, capace di passare un intera notte davanti al computer in attesa dellafinediunastasuebayfinoall’ultimosecondoperriuscireafarsuounacopiaexdellunico45deiKitadeads!!!
Esistono tre tipologie di “record collector”:

1) quello che colleziona dischi per semplice feticismo, avere a casa l’oggetto in questione e poterlo mostrare magari a qualche simile. Colleziona generi ben definiti e in diversi formati;

 2) il collezionista di dischi DI UN UNICO AUTORE, quello che a casa  possiede solo ed esclusivamente materiale di un personale mito, in qualsiasi formato, edizioni assurde, copie ultra limitate con picture sleeve diverse, disposto a pagare qualsiasi cifa peril45thailandeseNo.666diElvischeincisesottoeffettodiQualuudenelArkansasil6giugno’66! Guai a dire al soggetto in questione, se interessato a  qualche altro disco al di fuori del suo autore o a parlarne male, rischiate davvero tanto!!;

3) il COLLEZIONISTA DJ.
Potrebbe benissimo essere inglobato nella prima tipologia, ma con una sostanziale differenza: compra/colleziona per il gusto morboso del cosiddetto GROOVE, per far ballare la gente.
Trascura l’intera discografiadeiTrimoni,maècapace divenderesuanonnaperillatoBdel45”Givemeonehandplease”del’69uscitosoloinCambogiaconfazzghitarruahuahchefare
bbeballareanchesuononnocheèdatempoaVillaSalusmache invecesvuotalapistaalprimoriffdichitarra!!

Bene, basta chiacchiere, bullshit, monate, strunzaat, se vi siete rispecchiate in una di queste categorie, questa rubrica  potrebbe interessarvi, ma fate attenzione alla vostra carta di credito!!! Come ha detto il buon Dante Fontana da Altamura “E-bay ha creato la fugura del NUOVO POVERO”!!!
Parleremo di quegli oscuri pezzi di plastica (come li chiamano in tanti!)  meglio conosciuti come 45 giri, sette pollici, seven inch e talvolta anche EP ma sempre di piccolo taglio.
L’arco temporale va dagli inizi dei 60s alla fine dei 70s (con qualche eccezione dei giorni nostri), in tutte le salse sonore.
Quattro pillole  la volta x amplificare o curare la vostra patologia.

Questo mese parleremo di SUNSHINE POP o POP-SIKE se preferite. Genere non particolarmente wild, violento, sviluppatosi sia in America che in Europa tra la fine dei 60s e gli inizi dei 70s, con forte accenti melodici, orchestrali, dolci e sognanti; banditi quindi distorsori quali fuzz, wah-wah ,e altre amenità simili.
Genere prettamente estivo oserei definirlo!!

BUTTERSCOTCH CABOOSE “Can i borrow some time” (AGP’69)
Gruppo  americano con  un mucchio di 45 giri usciti nella fine dei 60s per la piccola AGP e per la AMY, non mi risulta siano mai arrivati a registrare un intero album.
”Can I borrow some time” è una pregevole perla a metà strada tra sunshine pop e il cosiddetto blue eyed soul tipicamente americano, con un bell’ hammond di fondo, un basso davvero “fat”,un cantante più soul che beat ed i tipici coretti solari del genere. Se non riuscite a trovarlo in 45, lo potete ascoltare in una comp chiamata “I’m trippin alone” uscita qualche anno fa.

RICK McCLELAN “Frozen Sunshine” (Quad rec 1970)
Senza ombra di dubbio il singolo più raro di questo mese, anche se personalmente ho avuto il fondoschiena di pagarlo 10 dollari qualche anno fa!
45 “in demand” come si usa dire in questo caso, molto ricercato dai dj del giro mod/60s specialmente per “Frozen sunshine”, incantevole composizione sunshine pop-sike che parte con una strana raspa (se avete ascoltato Esquivel capite di cosa intendo!) e poi si apre con un orchestra big brass ed un cantato  blue eyed soul da brivido. Il retro non è irresistibile come il latoA, ma resta comunque un piacevole esercizio più bubblegum che sunshine pop. Scritto da rick McClellan e prodotto da Allan Breed per la Quad records, credo provengano o dal Canada o dagli USA. Esiste anche un’altra versione su Ramwood (grazie Carlo!) con un intro diverso, decisamente più orchestrale.

BRASS BUTTONS ”Hell will take care of her” (Cotillion 1968)
Oscura formazione americana di Rochester con membri dei Rascals che alla fine dei 60s compose questa gemma pop-sike con cosiddetto “eastern vibes” in Beatles style,
prodotta da Gene Cornish per la Cotillon records.
Dietro le dolci melodie della band però si nasconde uno dei testi più misogini della storia del rock, basta la title track per capire tutto!
Pezzo molto suonato ultimamente nel giro mod/60s e compilata recentemente su “My mind goes high” e “Hallucinations”(Rhino). Qualche anno fa si riusciva a trovare anche per 5 dollari, adesso dubito che riuscite a  mettere le mani sul dischetto per quella cifra, ma mai disperare!

THE MIRAGE “The world goes on around you” (Hansa/Page One 1968)
Ultimo e forse il più bel singolo di questa mirabile formazione psichedelica britannica.
Uscito nel 1968 in Inghilterra per la Page One e in Germania per la Hansa record, perfetto esempio di dreamy pop-sike con  ottimo hammond in rilievo, tipici coretti UK psych e la dolce voce  di Pete Hynes, che sembra appena uscita da un fiaba Carrolliana.
Recentemente è uscito un cd retrospettivo per la RPM con tutti i loro singoli e alcune session inedite per rendere giustizia ad uno dei più sottovalutati combo britannici.
Il retro “Carolyn” è una semplice marcetta pop orchestrale, lontana anni luce dalla stupenda “The world  goes around”…
Dovrebbe aggirarsi tra i 40- 50 euro, non facile da reperire ma non impossibile.
That’s all folks. Buone ricerche a tutti!
Have a cool summer, enjoy the sunshine!
Michael Myers

 


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Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Maggio 2010 10:38
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