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Edwige Psychedelica

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‘Il sogno proibito di tre generazioni di italiani’ basterebbe come definizione , se nei vocabolari venissero menzionate le attrici del nostro cinema (ormai defunto). Edwige Fenech e’ invece molto di piu’ di quanto si senta nelle numerose trasmissioni televisive e nei  vari libri usciti dagli anni novanta ad oggi . Purtroppo i fastidiosi ‘ritornelli’ sul cinema trash , sulla commedia erotica ecc. monopolizzano l’immagine della ‘Divina Edwige’ sul ruolo classico di super-gnoccona da spiare dal buco della serratura del bagno. Nessuno nega questo, anche il sottoscritto ha passato parte dell’adolescenza a guardare le varie Soldatesse,  Dottoresse, Insegnanti interpretate da questa attrice;  da grandi pero’ si ragiona e guardando l’intera carriera e in particolar modo i film dal 1968 al 1972  possiamo definire la Fenech come ‘Icona Pop’. Se mi passate la citazione dal film di Redley Metzger  la piu’ ESOTIKA ,EROTIKA,PSICOTIKA , del nostro cinema. [CONTINUA... ]

 Partiamo dalla genesi del personaggio che nasce in Algeria il 24 dicembre del 1948 e inizia partecipando e vincendo vari concorsi di bellezza in Francia, la troviamo in alcune pellicole tedesche , commedie su uno sfondo storico con grandi esibizioni di nudo: 'Alle dame del castello piace molto fare quello’ di Joseph Zachar del 1967 oppure ‘Desideri e voglie pazze di tre insaziabili ragazze’ stesso anno stesso regista. Anche il 1968 la vede impegnata in commedie analoghe : ‘Susanna e i suoi dolci vizi alla corte del re’, 'Il trionfo della casta Susanna’ entrambi di François Legrand , 'Il figlio di aquila Nera’ , ‘Samoa regina della giungla’, entrambi  diretti da James Reed (Guido Malatesta). In quest’ultimo film avventuroso comincia a tutti gli effetti il mito di Edwige, qui nelle vesti Tarzan in gonnella, accompagnata dall’altrettanto mitica Femi Benussi. Ma è con ‘Top Sensation’  che entriamo in un’altra dimensione filmica ancora inesplorata dalla nostra eroina: il film di Ottavio Alessi e’ tra le cose piu’ bizzarre e malate del nostro cinema dei sixties. Una storia di una ricchissima signora che per stimolare le voglie sessuali del figlio ritardato , non esita ad ospitare sul suo yacht un losco arrivista (Maurizio Bonuglia) accompagnato da due ‘porcone’ professioniste, Paula (Rosalba Neri) e Ulla (Edwige). Finira’ in tragedia con il ragazzo che si rivelera’ uno squilibrato assassino. Purtroppo la versione televisiva è fortemente decurtata delle scene piu’ piccanti pare che in origine la Fenech avesse una scena con una capretta che la leccava nelle parti piu’ intime, rimane una malatissima scena lesbo con la Neri mentre prendono il sole e sanno di essere spiate. Da riscoprire la splendida colonna sonora di Sante Romitelli con il classico Hammond in evidenza. Nel 1969 interpreta ‘I peccati di Madame Bovary’ per la regia di John Scott , un successo che ne consolida la popolarita’ , ma sempre di questo anno la troviamo in un altro film italo-tedesco ‘L’uomo dal pennello d’oro’ di Franz Marischka, totale delirio narrativo : Il pittore fallito Arcibaldo Spadafora , riesce a far passare uno scarabocchio per un’opera di rivoluzionaria avanguardia , e’ l’inizio di una folgorante carriera collezionisti e gallerie se lo contendono pagando migliaia di marchi le sue ‘opere’ . Edwige Fenech e’ la fidanzata del pittore , e si prestera’ ad un esperimento di ‘Body art’ al contrario : opere realizzate appoggiando tele su tette e chiappe appositamente  intinte nei colori dell’artista!!! Il tutto in un happening-party privato in perfetto stile ‘Summer of  love’… dubitiamo molto sulle reali intenzioni provocatorie del regista.

 In ogni caso il film e’ da recuperare per la fantastica colonna sonora a meta’ strada tra garage e psichedelica cinedelica della miglior tradizione italiana ad opera del maestro Giampiero Reverberi (per la SIAE Ninety) regista degli ‘Underground set’ super gruppo alle dipendenze del compositore formato da membri dei genovesi Nuova Idea (importante gruppo progressivo) e de J. Plep  autori della sigla iniziale la bellissima ‘The soul of World’ che non e’ nient’altro che la versione in inglese del loro brano ‘L’anima del Mondo’ singolo oggi molto ricercato (rieditato in CD nella serie Magic Bit Pop della On sale record). Gli Underground set sono autori di quattro singoli , quasi tutti brani per sigle televisive e radiofoniche piu’ uno splendido Lp del 1970 oggi rarissimo (recentemente ristampato dalla Wah Wah records), dove potete ascoltare Arcipelago e gli altri splendidi  brani presenti nella colonna sonora del film, piu la garagissima 'Motor Road Underground' sigla di un programma di educazione stradale. Il disco ideale per il vostro party psichedelico , vi manca solo una Fenech anno di grazia 1969. Torniamo a parlare di cinema e sempre di questo anno cruciale, dove la troviamo nel capolavoro Pop ‘5 Bambole per la per la luna d’agosto’ dell’inarrivabile maestro Mario Bava con un cast da paura : Ira Fùrstemberg, Hélène Ronée, Ely De Galleani, Edith Meloni, William Berger , Maurice Poli, Howard Ross (Renato Rossini) . La trama è molto ‘semplice’: un chimico scopritore di una rivoluzionaria formula  viene invitato con la moglie su di un isola di amici industriali e rispettive mogli ‘porcone’ , per cercare di convincerlo a vendere l’invenzione. Le scene iniziali vedono Edwige impegnata in uno shake-striptease che si trasforma in un gioco di finto sacrificio umano (i soliti bontemponi) . Il film prende quota e cominciano ad apparire i primi morti ammazzati, casualmente la nave di servizio scompare la radio non funziona piu’ e ‘l’allegra’ comitiva rimane isolata , che fare dei morti ? Niente di meglio che metterli in grandi sacchi di cellophane e metterli nella cella frigo!!! Intanto  la nostra Edwige non rimane a guardare , la da via al primo che capita (Howard Ross il cameriere) anche se il suo obiettivo e’ lo scienziato (William Berger) , le andra’ male e finira’ anche lei nel congelatore, nel gran finale muoiono tutti tranne Berger  che pero’ finira’ in galera’ e la furbetta Ely Galleani che si godra’ i  soldi della formula. La bellissima colonna sonora e’ del grande  Piero Umiliani e’ stata rieditata l’anno scorso dalla Cinevox : comprende anche il brano della sigla finale ‘Ti risveglierai accanto a me’ de Il Balletto di Bronzo (famoso gruppo progressivo napoletano).

 Nel 1970 la troviamo nel  leggendario Franco&Ciccio movie , 'Don Franco e Don Ciccio nell’anno della contestazione' di Marino Girolami, nei panni della studentessa contestatrice , niente di eccezionale se si eccettua un Lino Banfi  che fuma spinelli insieme a rivoluzionari maoisti che occupano una fabbrica!!!  Anche qui segnaliamo la soundtrack del solito Umiliani con la sigletta iniziale cantata : Don Ciccio e’ un prete all’antica e dice la messa in latino…. Don Franco e’ un prete moderno e vuole la musica Hippie!!! Sempre nel 1970 e’ impegnata in uno dei  rari formula 1 movie ‘Le Mans scorciatoia per l’inferno’ per la regia di Osvaldo Civirani, pellicola che segnaliamo solo per la presenza nel cast di Erna Shurer  attrice feticcio , protagonista dei fotoromanzi della serie Killing. Con il 1971 comincia la stagione dei Thrilleroni all’italiana si parte con ‘Lo strano vizio della signora Ward’ diretto da Sergio Martino .Un complicatissimo intrigo  dove Julie Ward (Edwige) e’ ossessionata dal suo ex amante Jean (quella faccia da maniaco di Ivan Rassimov) , innamorata di un altro uomo, George (George Hilton),  si trova al centro di una lunga catena di omicidi commessi da un ignoto assassino . Si fingera’ morta e riuscira’  a smascherare il piano architettato dai tre uomini per intascare i soldi dell’assicurazione. Una  story board alla Umberto Lenzi ma girato con trovate argentiane , notevoli i flashback della Fenech che si accoppia con Rassimov mentre viene dilaniata da schegge di vetro, e, da ricordare, il party a casa Ward con due ospiti che si strappano i vestiti di carta allora ancora in voga. Notevole come sempre la soundtrack di Nora Orlandi riedita da Cinedelic.

 Sempre nello stesso anno con lo stesso regista e con un cast quasi identico la troviamo nel torbido ‘Tutti i colori del buio’ con altre tre attrici di culto Marina Malfatti , Susan Scott e Dominique Bosquero. La pellicola e’ considerata la risposta italiana a Rosemary’s Baby di Roman Polanski . Nel film Edwige interpreta una donna sconvolta da un aborto, in preda gli di incubi , che viene portata dalla sorella da uno psicanalista . Qui conosce una ragazza che la condurra’ in una strana setta dedita a messe nere e sacrifici umani.  Scoprira’ che era tutta una macchinazione ordita dalla sorella per farla impazzire del tutto ed impossessarsi dell’eredita’.  D’antologia la scena in cui il capo della setta fa bere il sangue di un cucciolo alla Fenech e all’amichetta (Marina Malfatti) che poi finiranno a baciarsi. Marco Giusti su Stracult lo definisce un ‘porno-thriller-satanista… con giusta ragione!!! Concludiamo la trilogia di Sergio Martino con ‘Il tuo vizio e’ una stanza chiusa e solo io ne ho le chiavi’ del 1972: notevole anche in questo caso il cast dove Edwige e’ affiancata oltre che dal solito Rassimov dal grande Luigi Pistilli, dalla bellissima Anita Strindberg, da Daniela Giordano e da un’insospettabile Enrica Bonaccorti nel ruolo di mignotta di paese che viene subito trucidata all’inizio del film. E’ la storia di uno scrittore fallito che vive con la moglie in un casolare di campagna ed ha crisi isteriche che lo portano a prendersela con la moglie sottoponendola a pubbliche umiliazioni. A turbare questo ‘bel quadretto’ arrivera’ la nipotina Edwige  ovviamente supermignottissima si farà sia lui che la moglie in una memorabile scena lesbo. Nel frattempo si susseguono una serie di strani omicidi che portano inizialmente i sospetti sullo scrittore, che, invaghito dalla nipotina, vorrebbe effettivamente eliminare la moglie . Succedera’ il contrario: la moglie (Anita Strindberg) complice un amante elimina sia il marito murandolo in cantina  che la giovane nipote. La polizia durante un'ispezione, sentira’ un gatto nero (anch’esso murato)  miagolare e scoprira’ il cadavere  mandando a monte il piano della perfida donna. E’ considerato da molti il capolavoro assoluto del thriller all’italiana: da ricordare la scena della macchina da scrivere sulla quale appare sempre la stessa scritta esattamente come  in Shining ma otto anni prima!!! Sottolineo anche l’inizio del film con lo scrittore che invita in casa gli hippies di una comunita’ stanziata vicino al paese per un piccolo party con striptease e discorsi sui massimi sistemi.

 Concludiamo la Edwigelogia con un altro classico ‘Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer’ sempre del 1972, di Anthony Ascot (Giuliano Carmineo) . Ambientato a Genova mischia le ossessioni di Jennifer Osterman (Edwige) precedentemente affiliata ad una setta dal fidanzato con tanto di riti di iniziazione in stile ‘flower  power’ e una serie di truci omicidi che coinvolgono squillo e spogliarelliste che abitano nel suo stesso palazzo. Lei e’ una modella pubblicitaria, memorabile il servizio fotografico in perfetto stile Blow-Up: solo che al posto di David Hemmings troviamo Oreste Lionello. Si scoprira’ che l'autore degli omicidi era il padre di una ragazza, impazzito per la perdita della purezza della foglia. Da riscoprire la colonna sonora di Bruno Nicolai .La divina Edwige da qui in avanti proseguira’ con i capisaldi per i quali oggi e’ famosa : 'La bella Antonia prima monica poi dimonia’, ‘Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda tutta calda’,’Giovannona coscia lunga disonorata con onore’, 'La vedova inconsolabile ringrazia tutti quanti la consolarono’… ma questa e’ tutta un’altra storia…

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Maggio 2010 10:36 )