Girls In The Sixties
Parlare di donne nella musica degli anni '60 vuol dire fare i conti, inevitabilmente, con i cambiamenti politici, sociali e culturali del decennio ” turning point” del XX secolo. Betty Friendan e il N.O.W. [National Organization for Women], le Black Panther e Angela Davis, la musa di Andy Warhol Edie Sedgwick e la sua quasi assassina e fondatrice del movimento S.c.u.m. [Society for Cutting Up Men] Valerie Solanas, le cantautrici impegnate del '68, le cantanti Soul, le all – girl bands e gli oscuri gruppi garage femminili, le ye ye girl” Le distanze uomo-donna sembrano diminuire al ritmo delle gonne sempre più accorciate di Mary Quant. Negli anni '50 il ruolo della donna era duplice: alla figura dell'impeccabile casalinga con piega perfetta e contenitori di plastica si contrapponeva l'affascinante e sexy pin-up, caviglie in mostra e sorrisi maliziosi. Il connubio donne e trasgressione nasce molti anni prima, già negli anni ' 30 troviamo donne pronte a sviscerare attraverso il loro canto quanto di oscuro esisteva al mondo. Basti pensare a Bessie Jackson, nome d'arte di Lucille Bogan, prima donna ad incidere un disco blues tra storie di droghe, alcool e prostituzione. E il jazz a partire degli stessi anni nasconde molte compositrici donne e cantanti legate a Big Band. [continua]
Volendo scoprire di più sul ruolo delle donne negli anni '60, armata di pazienza ho ricercato voci protagoniste di quel magico decennio. La prima a rispondere al mio appello è stata Jacqueline Taieb, cantante francese nata in Tunisia tutt'oggi attiva, divenuta famosa nel 1967 con la sua hit “7 a.m.”. La seconda è Deby Pomeroy, ex batterista della garage band Daughters of Eve [la loro canzone Don't Waste my Time è contenuta nel volume 1 della serie Girls in The Garage].Nelle loro parole echeggia subito una dimensione che, già negli anni '50 , era stata prepotentemente
posseduta dall'industria non solo musicale, ma anche cinematografica e pubblicitaria : quella dei teenager. Si capisce ben presto che i ragazzi dai 15 ai 18 anni sono la fascia su cui puntare, forti di una ribellione che sembra destinata a perdersi con l'arrivo dell'età adulta. Se a questo aggiungiamo una componente sessuale unita ad una forte innocenza, un mix fin troppo appetibile per il mercato maschile, il gioco è fatto. I gruppi di Phil Spector possono essere considerati l'emblema di ciò : gruppi di ragazze carine che sorridono ammiccanti dalle copertine e dagli schermi TV, raccontando di amori finiti e forti sentimenti adolescenziali. “Una Ye-Ye Girl – inizia a raccontare Jacqueline Taeib – doveva essere carina e superficiale, doveva cantare canzoni di scrittori maschi. Io cantavo le mie canzoni perché il mio desiderio era essere più una songwriter che una cantante” . Ciò è sottolineato anche da Deby “ Essendo teenager ed essendo molto giovani,non avevamo il controllo sulle canzoni, quindi non avevamo niente da dire. Ci truccavamo e avevamo un look più sexy rispetto a quando siamo cresciute. Quest'idea di look da Lolita cambiò con l'arrivo del movimento hippie, il loro abbigliamento era libero con capelli lunghi e selvaggi.”
Il titolo di una delle canzoni simboli di questi anni, del padrino del soul James Brown, sembra essere il paradigma per spiegare cosa voleva dire essere musiciste donne nei Sixties. “Negli anni '60 - racconta Deby – la musica era fresca ed elettrizzante. L'industria musicale era dominata da gruppi maschili, i Beatles diedero il via all'intera rivoluzione musicale. Tutti volevano suonare in una band. Essendo una batterista, ho sempre avuto più discriminazione. Tutto ciò che sentivo era: “Boy, you're good for a girl!”. Ho sicuramente più rispetto ora. Le cose per le donne nell'industria discografica sono più aperte, ci sono molte più opportunità. Anche se, it's still a man man's world e il sesso continua a vendere bene” - “ E' difficile dire per me – continua Jacqueline – cosa significava essere donna nell'industria musicale degli anni '60 perchè avevo 18 anni e tutti erano gentili e protettivi con me : il produttore Jean Bouchetty, i musicisti inglesi, gli ingegneri del suono mi trattavano con rispetto. Tempo dopo, quando incontrai i manager delle etichette discografiche, sentivo spesso (e spesso sento ancora) che odiavano le donne. It's a a man man's world, come cantava James..”E' inevitabile provare a chiedere cosa ha rappresentato la Swingin' London per le donne degli anni '60,ed è ancora Jacqueline a rispondere “ La Swingin London ha dato un po' più di libertà alle donne e le donne hanno portato più divertimento alla Swingin London. Ho sempre pensato che i due paesi dove le donne sono più rispettate siano gli Usa e, strano a dirsi, la Tunisia”
L'interesse per i gruppi femminili non si è mai placato, tutt'oggi abbiamo ottime band femminili nella scena garage e possiamo trovare decine di compilation che nascondono vere e proprie perle direttamente dal mondo dei Sixties. La già citata serie “Girls in the Garage” è la più conosciuta, dove possiamo trovare gruppi da tutto il mondo. Per concludere questa prima parte del viaggio alla scoperta delle Sixities Women, meglio non posso suonare le parole di Deby “ Penso che l'interesse per le band femminili ci sarà sempre, perché è considerato unico ed oscuro vedere belle donne spaccare il culo perché possono!!”
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Maggio 2010 10:37 )





