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VVAA "Dead Bees Sampler 8", Dead Bees Records 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da fab   
sabato 27 giugno 2009
 VVAA "Dead Bees Sampler 8", Dead Bees Records 2009
Non conoscevo la Dead Bees records prima che Pierre ci contattasse per proporre questo suo nuovo ambizioso progetto. In questo momento mi sembra di capire che la discografia realmente "indie" (e tengo a specificare il significato primevo del termine, quello che ha animato frenetici fantasmi da Joe Meek alla Stiff, dalla prima Factory alla Sub Pop alla Sarah) stia facendo cio' che le major non riescono piu' a fare. La finanza virtuale, la globalizzazione, i tempi e i ricavi imposti dal business hanno eliminato la figura professionale del discografico. Le major sbanattano, propongono figure e gruppi deboli, e a tenere duro sembrano essere solo i vecchi leoni (alla fine gli stadi continuano a riempirli gli Stones e gli AC/DC). Al contrario, il "mestiere" lo stanno imparando senza lezioni private e scuole prestigiose i "gestori" di piccole etichette basate sul web, sulla piccola produzione e sul vinile. "Oggetto" discografico a parte, il lavoro maggiore fatto da questi "piccoli discografici" e' sul gusto, sull'omogeneita' e sulla proposta. Approfittando del "mezzo" internet, le piccole label si muovono, si scrivono, scovano gruppi, li confrontano con i propri standard e decidono secondo la loro "etica", slegandosi dalle imposizioni del mercato, perche' il guadagno non esiste. E cosi', ad esempio, Dead Bees mette in fila 19 acts provenienti da tutto il mondo, con un taglio squisitamente indie-pop, portando alla luce piccole realta' come gli Upsidedown o i piu' noti Chemistry Set, i folksy Vietnam Cowboy, il cantautorato fiammeggiante di Andrew Gleason, il new wavish pop di Dan Alfresco, il dreampop di Lower Heaven, la folktronica di Sebastien Duclos. Il sampler sta in piedi perfettamente, e i suoi artisti potrebbero essere tranquillamente tutte nuove sensazioni dell'"indie" patinato. Il catalogo Dead Bees potrebbe essere una Shangri-La per chi vive di dolce pop chitarristico appena screziato di psichedelia e sperimentalismo. E sono certo che qualunque titolo targato Dead Bees colpirebbe nel segno un certo tipo di appassionato musicale, perche' probabilmente anche in Dead Bees sono quelli i gusti che regnano. Con buona pace delle grandi labels, che per ogni colpo sul bersaglio ne devono sparare almeno dieci a salve. Perche' l'arte di scegliere la musica e' andata persa nei palazzi delle metropoli, ma vive e prospera nelle piccole botteghe di provincia. Dimenticavo, tutta la compilation e' completamente gratuita e scaricabile, compresi artwork e liner notes, come torrent o mp3. Da qui: http://www.deadbees.com/db-07.php
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