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The Movements "The World, The Flesh And The Devil"

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 The Movements "The World, The Flesh And The Devil", Alleycat Records 2009
Ritorno su Alleycat per i rocciosi garagers svedesi, che vantano per questa uscita la produzione di Björn Olsson, chitarrista dei Soundtrack Of Our Lives e ex Union Carbide Productions. Il quintetto di Goteborg questa volta sembra scegliere coordinate sonore piu' psichedeliche, tenendo ferma la solida base garage. Innanzitutto balza all'orecchio il suono dell'album, solido, potente, "roccioso" appunto, con dei bassi da muovere le fondamenta. Gli episodi inanellati dai vichinghi sono serrati, infarciti di cori, seconde voci, urla "primitive" e tastiere a mescolare tutto in un maelstrom selvaggio ma sempre melodico (ved ad es. "Misunderstood"). I Movements sembrano avere messo completamente a fuoco cio' che vogliono fare, e suonano come una band matura e concreta, che con questo album "The World, The Flesh And The Devil" vuole ribadire i suoi intenti. Le infatuazioni e le influenze esterne (Doors e 13th Floor Elevators su tutti) sono filtrate attraverso la sensibilita' del gruppo e la testimonianza del lavoro fatto emerge su tracce come "The Fun Ain't For Free". C'e' poi il lato "groove" del disco che appoggia sul grandissimo lavoro fatto dalle tastiere, e illumina questo "The World, The Flesh And The Devil" di una luce "ballabile" e quasi "proggy" ("Tranquilizing View", "I Am You" con i suoi fiati). Le dilatazioni lisergiche arrivano dalla meta' del disco, come una sostanza che "sale" e accompagna fino alla fine del viaggio. Una produzione raccomandata agli appassionati del Sixties sound piu' completo e "spettacolare", quello del periodo 68-70. Ottimo lavoro.
http://www.themovements.com/