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Slowdive: an interview with Simon Scott

Martedì 02 Giugno 2009 13:21
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 Il nome Slowdive rievoca in chi e' stato coinvolto nella prima e vera ondata "indie" dei primissimi 90s ricordi eterei e riverberati, voci angeliche annegate nel feedback, melodie notturne e un immaginario fatto di canzoni nate tra i verdi giardini di Cambridge, la "casa" della band. Gli Slowdive furono una delle bands di punta della Creation Records pre-Oasis, traghettatori di ascolti dalla fosca dimensione wave ad un nuovo mondo aperto al pop, con un beccheggio dell'imbarcazione morbido e rilassante. Furono in qualche modo una band piu' "psicologica" che "psichedelica", e lasciarono una forte impronta nella "cultura indie" che si sarebbe poi sviluppata nel corso degli anni. Simon Scott, classe 1972 e' stato parte integrante dell'avventura Slowdive per lungo tempo, entrando a far parte del  nucleo originale della band (Neil Halstead, chitarra e voce, Rachel Goswell, basso e voce e Christian Savill, chitarra) e donando le sue battute dilatate su Just For A Day e Soulvlaki, due degli album simbolo della band. Dopo l'avventura con gli Slowdive Simon ha avuto esperienze come batterista sessionman, lavorando con nomi prestigiosi dell'indie inglese, per arrivare a mettere un punto nella sua carriera e ricominciare da capo con la sua nuova creatura Televise, e con la sua etichetta Kesh. Simon e' qui con noi per parlarci della splendida nebulosa Slowdive, e suo pulviscolo che ancora oggi giace sopito tra le nostre palpebre. Mettete sul piatto un loro album, e godetevi la lettura perche' da questa riga in poi siamo giusto all'inizio degli anni 90...

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 Ciao Simon e benvenuto sul nostro webagazine. Tu sei stato il batterista della seminale band degli Slowdive, una delle piu' rappresentative realta' della scena musicale inglese dei primi anni 90. In quale momento ti sei reso conto insieme al gruppo di avere raggiunto il "suono Slowdive"?

La prima volta che sentii parlare degli Slowdive suonavo in una band chiamata The Charlottes, avevamo un contratto con la Cherry Red e gli Slowdive e i  Boo Radleys ci fecero da supporto al White Horse di Hampstead nel 1989. Da subito amai il fatto che Neil (Halstead, chitarrista e cantante), Rachel (Goswell, bassista e cantante, ndr) e Christian (Savill, chitarra) avessero tutti questi pedali riverbero con un suono davvero "ampio". Successivamente suonammo a Reading, il posto dove loro vivevano, e mi chiesero di entrare a far parte della band, anche se loro avevano questo demo gia' pronto, che sarebbe poi diventato il loro primo singolo per la Creation. Il demo conteneva "Slowdive", "Avalyn1" e "Avalyn2". Mi unii alla band quando mi resi conto che avevano piena fiducia in quel suono fatto di riverberi e voci eteree, molto meglio delle tracce iniziali, di ispirazione Sonic Youth, che Alan McGee non voleva fare uscire su Creation.

Gli Slowdive, i Ride, i Chapterhouse, i Lush uscirono con la loro musica all'inizio dei 90s e nacque il fenomeno "shoegaze". C'era una sorta di "comune sentire" in UK, che condividevate con gli altri giovani musicisti delle bands?

Non penso ci fosse un comune sentire riguardo quella che fu etichettata dalla stampa come "la scena che celebra se stssa": piuttosto avevamo in comune la passione per gruppi come The Cocteau Twins, Spacemen 3 e Sonic Youth, e queste influenze ci avvicinarono. In effetti fu strano trovare improvvisamente tutte queste bands con un suono simile allo stesso momento. Un paio di questi gruppi diventarono molto competitivi sulle posizioni in classifica, cosa che agli Slowdive non e' mai interessata piu' di tanto, e questo ad esempio e' un fatto che evidenzia differenze.

 Gli Slowdive e le altre band "Shoegaze" furono caratterizzate da questa vibrazione "psichedelica", in parte reminescente dei 60s, in parte kraut rock, in parte pop, e in parte "droney"... ma quali furono le bands con cui sei cresciuto?

Si' hai ragione, i Can furono una grande influenza, gli The Stooges e alcune bands garage dei 60s come The Chocolate Watch Band e i The Seeds. I Jesus And Mary Chain e i Cure furono due influenze fortissime. Poi ascoltavamo anche musica come Nick Drake ed io ho sempre adorato i Love, i Pink Floyd (periodo Syd Barrett) e anche i Motorhead.

Durante la tua carriera con gli Slowdive hai avuto il privilegio di lavorare con Brian Eno. E' stato in qualche modo "pesante" lavorare con lui? Voglio dire, voi eravate giovani e freschi, e Brian ha sempre avuto questa reputazione di "intellettuale rock"...

Sfortunatamente lui si chiuse da solo in una stanza, e non abbiamo mai potuto conferire con lui. Sarebbe stato carino parlare di "Reduced Listening" o di John Cage ma lui fu molto elusivo. Solo Neil (Halsted, ndr) suono' dal vivo in studio con lui, e questo e' davvero un peccato. Resta tuttavia la soddisfazione di aver suonato su tracce di cui lui risulta co-autore, nonostante il fatto che umanamente non sia molto comunicativo!

In un'epoca in cui non c'era Internet, quali erano le vostre fonti di informazione musicale e di interscambio con le altre bands e gli altri musicisti?

C'era dell'ottima TV in quel periodo. Si potevano vedere gli Spacemen 3 suonare "Reveloution" alle 7della sera di un giovedi' qualunque. E questa cosa ora non sembra piu' possibile. NME era serio e approfondito, e potevi trovarci sopra Loop, My Bloody Valentine, Pixies, e scoprire tutte queste grandi bands. La rete indipendente era molto forte, e poteva capitarti di suonare al Falcon di Camden, dove magari la sera prima aveva suonato una band della Creation o della 4AD.

Gli Slowdive furono una band molto sperimentale, a dispetto della giovane eta' dei musicisti... quale e' stata la parte piu' eccitante del lavoro di costruzione delle canzoni, creando e decomponendo con una band e uno studio al vostro servizio?

Si' facevamo un sacco di esperimenti con i suoni, le stanze, i microfoni... abbiamo provato a suonare le chitarre con delle forbici, o con dei martelli giocattolo. La maggior parte delle canzoni tuttavia arrivavano in studio gia' in versione demo, per risparmiare qualche soldo. Penso che se ci avessero lasciati liberi di scrivere in studio non ne saremo mai usciti!

Sono rimasto impressionato dalla versione di "Some Velvet Morning" degli Slowdive... praticamente ho scoperto la canzone proprio nella vostra versione, e poi e' diventata una delle mie preferite... eri ancora negli Slowdive in quel periodo? Avete fatto altre cover di materiale 60s o del passato in generale?

Si', c'ero ancora io, l'abbiamo fatta nel periodo in cui registrammo "Souvlaki", durante una bella session di registrazione a Londra. Abbiamo coverizzato anche "Golden Hair" di Syd Barrett, una delle mie canzoni preferite di tutti tempi. Mi sarebbe piaciuto sapere l'opinione di Syd sulla nostra versione, ma non siamo mai riusciti a raggiungerlo per fargliela sentire, e ora se n'e' andato...

Ora tu stai ancora facendo musica, dopo aver attraversato una carriera da sessionman successiva agli Slowdive. Stai seguendo il tuo percorso musicale, e mi piacerebbe sapere quali passi ti hanno portato a fare cio' che fai ora...

Non faccio piu' il sessionman. Da quando iniziai a fare quel lavoro per una agenzia che si occupava proprio di questi servizi, iniziai ad odiare il mio lavoro, dal primo giorno. Ora suono per gente che rispetto, odio suonare solo la batteria, mi piace anche cantare, suonare la chitarra e sperimentare con nuovi strumenti nel mio studio casalingo. Quando lasciai gli Slowdive suonai su alcuni pezzi dei Chapterhouse, per poi andare in giro in tour con queste guitar bands che potevano permettersi di pagarmi, siccome avevano regolari contratti. Il lavoro di "batterista in affitto" era costellato di richieste di lavoro come fingere di suonare nei programmi comici, o fare delle audizioni per parti in orribili film, percio' ho sempre rifiutato questo genere di offerte. Dopo avere suonato coi Velocette, formai questa band in cui cantavo e suonavo la chitarra, il gruppo si chiamava Inner Sleeve e licenzio' un album per la Fierce Panda. Poi sono andato a suonare coi Lowgold nel 1998. Quando nel 2002 ho formato i Televise sono tornato a scrivere, continuando da dove erano finiti gli Inner Sleeve, ma cambiando nome. Quest'anno faro' uscire il mio primo album solista su Miasmah, si chiamera' "Navigare" ed uscira' in settembre. E poi c'e' la mia etichetta, la Kesh Recordings che gestisco da Cambridge, dove vivo.

...E dopo averci lasciato i tuoi progetti per il futuro ti ringrazio Simon, e' stato un piacere averti qui con noi!

http://www.myspace.com/o3o3o
http://www.myspace.com/keshhhhhh

ENGLISH VERSION

Hello Simon and welcome to our webmag. You were the drummer in t he seminal band Slowdive, one of the most representative bands of the early 90s in the UK. When did you realize you achieved "your sound" as Slowdive?

When I first heard Slowdive I was drumming in a band called The Charlottes who were signed to Cherry Red and Slowdive and the Boo Radleys were supporting at the Hampstead White Horse in 1989. I loved the fact that Neil, Rachel and Christian all has the huge sounding reverb pedals. When that gig was over we played in Reading, where they lived, and they asked me to join despite the demo being released on Creation as their first single. This was "Slowdive", "Avalyn1" and "Avalyn2", so I joined just after when I think they realised that reverb and hushed vocals worked better than a few on the Sonic Youth inspired tracks that Alan McGee didn't want to put out on Creation.

Slowdive, Ride, Chapterhouse, Lush came out and the "shoegaze phenomenon" was born. Was there a sort of "common feeling" in the UK in the early 90s which you shared with other young people in the bands?

I don't think there was a shared common feeling about the scene that was called "the scene that celebrated itself" but we all had a shared love of similar bands such as The Cocteau Twins, Spacemen 3 and Sonic Youth so those influences brought us together. I guess it was strange that all these bands suddenly had a similar sound all at the same time. One or two of those bands became very competetive about chart positions which is something Slowdive never cared about so there were differences as well.

Slowdive and other so-called "Shoegaze" bands had this "psychedelic" vibe, partly reminescent of the 60s, part kraut rock, part pop, and part "droney"... but which were the bands you grew up with?

Yeah Can were a big influence, The Stooges and some of the sixties garage bands such as The Chocolate Watch Band and The Seeds. The Mary Chain and the Cure were also strong influences. To be honest we also listened to other music such as Nick Drake and I loved Love, Pink Floyd (syd era) and even some Motorhead too.

During your career with Slowdive you had the provilege of working with Brian Eno. Was it somehow "heavy" to work with him? I mean you were young and fresh, and Brian has always been like a "rock intellectual" you know...

Unfortunately he shut himself away in a room so we never got to the point of discussing "Reduced Listening" or John Cage so it was very elusive. Only Neil played with him live in the studio which was a shame but to play on records he had co-written was such a thrill despite the great man not using a click track!

In a time when there was no Internet, what were your major sources of musical discoveries and interchange with other bands and musicians?

We had some great television back then so we saw Spacemen 3 playing "Reveloution" at 7pm on a Thursday evening which just doesn't happen anymore. The NME was huge here too so you'd see Loop, MBV or The Pixies on the cover and discover all these great bands. The independant music network was also strong so you'd play The Falcon in Camden or somewhere where they'd be bands who had just signed to Creation or 4AD etc playing.

 Slowdive were a very "experimental" band in a way, and you were all very young guys... what was the most exciting part of the job in building up songs and being free to create with a band and a studio?

Yes we did a lot of experimenting with sounds, rooms, microphones etc... playing guitar with scissors or drums with toy beaters. Mosy of the songs had been demno'dbefore we arrived in the studio to save money to be honest. I think if we'd have been left to write we'd have never left there!

I was really impressed with Slowdive's version of "Some Velvet Morning"... in fact this version made me discover the song, and it became one of my favourites... were you still in Slowdive at the time? Did you cover other songs from the 60s and from the past in general?

Yes I was on that recording which we did around the time of "Souvlaki" and it was a good recording session in London. We also covered "Golden Hair" which Syd Barrett wrote and it is one of my favourite songs ever. I hope Syd liked it but unfortunately we'll never find out now he has passed away.

Now you're still making music and you had a career as a sessionman, you followed your musical path, and I'd like you to show me some of the steps through...

I am no longer a session player as I did a few sessions for an agency and hated every single minute of it. I play for people who I respect now and I hate just drumming as I also love singing, playing guitar and experimenting with new instruments at home in my studio. I guess when I left Slowdive I played on a few chapterhouse recordings, and then toured for a few years with guitar bands who could afford to pay for me as they had record deals. The agency drumming world was full of job offers such as miming on comedy shows or even being sent to auditions for parts in films which i refused to do. Eventually, after drumming for a band called Velocette, I formed a band in which I sang and played guitar called Inner Sleeve and released an album on Fierce Panda before drumming live for Lowgold in 1998. When I got Televise together in 2002 I went back to writing the music and continued where Inner Sleeve left off but changed the name. This year I have a solo album due out on miasmah called "Navigare" in September and I also run my label Kesh Recordings from Cambridge where I live.

...and leaving us with your projects for the future... thank you Simon, it's been a pleasure to have you here with us!

http://www.myspace.com/o3o3o
http://www.myspace.com/keshhhhhh

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Ultimo aggiornamento Martedì 02 Giugno 2009 13:25
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