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Death: an interview with the Hackney brothers

Lunedì 09 Marzo 2009 21:31
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 Il 9 febbraio, 1964 a Detroit, Earl Hackney piazzò i suoi tre figli, David, 12 anni, Dannis, 10 anni, e Bobby, 8 anni davanti alla TV per assistere all'esibizione dei Beatles all'Ed Sullivan Show. Il giorno seguente, David trovò una chitarra abbandonata per strada, la portò a casa e imparò pian piano suonare. Nel 1970, i tre fratelli inziarono a suonare con la loro prima band di  Funk/R&B, influenzata dalla Motown, che stava prorio ad est del loro vicinato. Nel 1973, i fratelli si trovarono al Michigan Palace, per vedere un concerto di Iggy & The Stooges. Da quel momento David portò la band nella direzione del Rock'n'Roll, che meglio si addiceva all'attitudine dei ragazzi. David scriveva la musica e Bobby i testi. Le canzoni si fecero più "politiche" e il power trio fu completo (David Hackney - chitarra, Bobby Hackney - basso e voce, Dannis Hackney - batteria). Scelsero il nome di Death. Con qualche concerto in giro per la città e un demo al loro attivo, i Death entrarono in studio ai Groovesville Productions, uno studio/etichetta di proprietà di Don Davis. Davis, impressionato dalla band, portò il demo all'attenzione di Clive Davis della Columbia Records. Clive diede al gruppo un anticipo in denaro, e fece firmare loro di un contratto per una album di 12 tracce. Dopo aver registrato le prime sette canzoni, Clive volle che la band cambiasse nome prima dell'uscita del disco. David e i fratelli rifiutarono, e con i soldi dell'anticipo stamparono 500 copie di un 45 giri sulla loro Tryangle Records nel 1976, copie distribuite gratuitamente ai loro concerti. Nient'altro si seppe della band per anni, se non nel folle mercato collezionistico, impazzito per il mitologico singolo. Nel 2002 emerse sulla compilation “No One Left To Blame” la B side di quel leggendario 45 giri, "Keep On Knockin’". Sei anni dopo, Bobby Hackney Jr, il figlio di Bobby (che ringrazio per l'aiuto che mi ha dato con questa intervista), sentì parlare del 45 giri della band di suo padre, che spopolava nei parties californiani. Così Bobby convinse il padre a spolverare i nastri e portarli giù dalla soffitta, per dare finalmente la luce a questa selvaggia perla di Detroit Sound, con il patrocinio della Drag City. Grazie all'aiuto di Bobby Jr, abbiamo qui gli Hackneys della formazione originale, che ci parlano della loro avventura leggendaria e di quel capolavoro ritrovato che è "...For The Whole World To See".
Big up to Bobby Jr and the Hackney Brothers, thank you!

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1) Buongiorno fratelli Hackney, Retrophobic.com saluta il più bel segreto della Detroit anni 70, i Death. Ho letto sulla vostra biografia che due sono gli episodi che hanno caratterizzato la vostra crescita musicale. Il primo è stato vedere i Beatles all'Ed Sullivan Show nel 1964, da ragazzini, e il secondo è stato vedere Iggy & The Stooges dal vivo all'inizio del 1973. Quest'ultima esperienza ha portato la band dalle sue radici Funk/R&B verso un'attitudine più rock, utilizzando la denominazione Death. Cosa avete trovato in questo stile musicale più (se mi passate il termine) violento? Cosa cercavate dal punto di vista musicale e sociale a quel tempo?

Bobby Hackney: I nostri testi erano per lo più espressione del nostro sentire di allora. Non carcavamo di essere violenti, solo più socialmente consapevoli nella nostra musica. La guerra del Viet Nam era una realtà quotidiana, c'erano sommosse in molte città americane, i tardi 60s e i primi 70s sono stati un periodo di grande disagio sociale.

2) Come ci si sentiva ad essere una potente Punk band nera a Detroit all'inizio dei 70s? Come era la vostra interazione coi musicisti della "scena" della Motorcity?

Bobby Hackney: Crescendo a Detroit la Motown ha occupato una grande parte della nostra vita, così come i Beatles. Una volta però varcata la soglia della scena rock della città siamo stati pesantemente influenzati da gruppi come Grand Funk Railroad, Wayne Kramer & MC5, Iggy & The Stooges, Ted Nugent & The Amboy Dukes, e dalle bands inglesi come The Who, Led Zeppelin, e molti altri.


3) Poi voi eravate una band composta veramente da fratelli... la vostra famiglia vi supportava o era proprio una cosa intima tra fratelli?

Bobby Hackney: Nostra madre ha supportato le nostre inclinazioni musicali dal primo giorno. E' stata lei a lasciarci il garage, e la Cadillac per andare alla United Sounds per le sessions di registrazione. Ovviamente il nostro punto forte era però la vera "fratellanza".

 3) Registraste un demo con Don Davis ai Groovesville Productions studios, nel 1974, le tracce arrivarono a Clive Davis della Columbia Records, e firmaste un contratto per un LP, prima ancora che le canzoni fossero tutte registrate. Poi Clive vi obbligò a cambiare nome prima dell'uscita del disco, ricevendo in secco "f**k you", in pieno Detroit style. Eravate consapevoli di questa abitudine alla manipolazione delle compagnie discografiche? E come avete regaito all'interno del gruppo in merito a questa imposizione?

Dannis Hackney: Il nome Death fu scelto da David. L'idea era quella registrare un numero di album e rock operas attorno al quale sviluppare un concept, e Death fu il primo passo. Don Davis portò dei demos delle nostre sessions dagli United Sounds a New York e li presentò ad un gruppo di magnati della musica. Clive Davis della Columbia fu uno di quelli, Clive e Don erano già coinvolti in altri progetti come "Disco Lady" di Johnnie Taylor, così Don gli girò i nastri, e a Clive la cosa piacque. L'unico aspetto che non gli andava era il nome della band, e ce lo fece sapere attraverso gli uffici della Groovesville. Quando nostro fratello David lo venne a sapere rispose "Non se ne parla!!"

4) La ristampa curata dalla Drag City di "...For The Whole World To See" è fantastica. Ogni riff taglia come un rasoio, e credo che tutta la vostra urgenza espressiva sia perfettamente rappresentata in ogni traccia... anche nella più strana, "Let The World Turn", una composizione psichedelica, anche un po' prog... puoi raccontarmi qualcosa su questa splendida canzone? Come l'avete composta?

Bobby Hackney: Ti rigraziamo per le belle parole. Ora ci hai beccati, dobbiamo tirare fuori le altre nostre influenze, i Pink Floyd, i King Crimson, gli Emerson Lake and Palmer di Brain Salad Surgery. Quando David compose questa canzone ci disse che voleva un mini  Rock-Concerto. Il testo che scrissi voleva portare il concetto di morte (Death, ndr) da negativo a positivo. Direi anche che l'album non è propriamente una ristampa, ma proprio una nuova uscita, perchè non ha mai visto la luce prima d'ora!

5) "...For The Whole World To See" sembra comunicare una sensazione di "pressione", un bisogno di libertà, e una grande determinazione nel perseguirla. Potete dirci qualcosa circa la vostra vita nei 70s? Quali erano le vostre più grandi aspettative e le vostre paure, e come le mettevate insieme sotto forma di canzoni?

Dannis Hackney: Le nostre più grandi aspettative erano diventare una rock band in tour, con un bel primo album pubblicato. Devi capire che il nostro obbiettivo era quello di registrare materiale originale. A Detroit in quel periodo registrare dischi era importante almeno come suonare in giro, se non di più. Le nostre più grandi paure nel '73-'74? Essere arruolati nell'esercito per andare a combattere in Viet Nam.

6) E' stato doloroso sciolgliere la band dopo il rifiuto della Columbia? Come finirono i Death?

Bobby Hackney: Quando fallì il contratto con la Columbia, la Groovesville perse interesse nel trovarci un contratto discografico per una major. Con la Groovesville ci separammo nel 1976. Realizzammo per conto nostro il singolo "Politicians In My Eyes/ Keep On Knocking" nell'autunno del 1976. Da quel momento le radio commerciali presero piede, e fu praticamente impossibile avere passaggi sulla radio locale, così nel febbraio 77 ci trasferimmo da Detroit al New England e poi nel Vermont, e ci riciclammo come "The 4Th Movement", registrando due interi albums di Gospel-Rock e un singolo. David tornò a  Detroit nel 1981. Rimasti quindi un duo con basso e batteria, io e mio fratello Dannis iniziammo a interessarci al Reggae, formando la band "Lambsbread".

 7) Ora siamo nel 2009 now, e i Death sono tornati con l'uscita targata Drag City... potete raccontarci come il master è tornato alla luce e come il progetto ha preso forma?

Bobby Hackney: Per caso, davvero. Mio figlio si è accorto di questa specie di mito sotterraneo che aveva prso forma, e della domanda crescente di nostro materiale, così ce ne ha parlato. Eravamo in possesso del nostro master quando ce ne andammo da Detroit, e David si portò via altri nastri, sempre registrati a Detroit, prima di morire. Ci disse che un giorno il mondo avrebbe cercato questa roba, e che noi "ce l'avevamo". Aveva proprio ragione.

8) Grazie mille per essere stati con noi, per aver registrato questo disco fantastico che è "...For The Whole World To See", e per aver risposto alle mie domande... vorrei che lasciaste un messaggio per noi proto punk freaks! A presto!

Bobby Hackney: Quando stavamo scrivendo, registrando e suonando musica dal 1973 al 1975 non stavamo cercando di anticipare nulla, nemmeno di creare una nuova etichetta di genere per il  Rock-N-Roll, stavamo solo suonando quello che tra noi rockers di Detroit chiamavamo "Hard Drivin Rock'N'Roll Baby!!! (lo chiamavamo proprio così!)

http://www.myspace.com/deathprotopunk
http://www.dragcity.com/dragcity.html

ENGLISH VERSION

 On february 9th, 1964 in Detroit, Earl Hackney sat down his three sons: David age 12, Dannis (pronounced Dennis) age 10, and Bobby age 8 in front of the tv set and told them they were witnessing something special. The Beatles were playing on the Ed Sullivan show, and David, entranced, sat 6” from the screen wide-eyed, while the other two sat equally mesmerized. The very next day, David found a guitar in the alley, took it home, and taught himself how to play. By 1970, the brothers had started their first band and begun playing garage shows. They played funk/r&b, influenced by the Motown sounds coming out of their East Detroit neighborhood. They practiced relentlessly and home recorded often. in early 1973, the brothers went to the Michigan Palace and saw a performance of Iggy and The Stooges. from that day forward david moved the band into the direction of rock n’ roll, feeling it was a better fit for them. David wrote the music and Bobby the lyrics. Their songs became more political and the power trio seemed complete. The band named themselves Death. With more garage shows and a demo under their belt, david opened up the yellow pages to recording studios and threw a dart. The dart landed on Groovesville Productions, a label owned and operated by Don Davis. Davis, impressed with the band, brought the demo to the attention of Clive Davis of Columbia Records. Clive gave Death an advance and contracts were drawn to begin recording a 12 song album. After recording the first 7 songs, Clive insisted that the band change their name before the album was completed. David and his brothers refused, causing Columbia and Groovesville to back out of the deal. However, with their received advance, Death leaked out 500 copies of a 45 on their own Tryangle records in 1976 which was distributed at garage shows for free.. nothing more was heard of Death over the coming years other than a few collectors who had raved about their legendary 45. In 2002, an obscure punk compilation titled “No one left to blame” featured the b side "Keep on knockin’". Six years afterwards, Bobby Hackney’s sons caught wind of the 45 songs being played at parties in California. Bobby Hackney then brought the 34 year old master tapes down from the attic for his sons to hear. Finally, a deal with Drag City records was worked out to release the album on february 17th 2009 – …for the whole world to see!!!
Big up to Bobby Jr and the Hackney Brothers, thank you!

1) Hello Hackneys, Retrophobic.com salutes Detroit's finest, Death. I read on your bio that you mark two moments as milestones in your musical evolution. First, seeing The Beatles on the Ed Sullivan Show in 1964 as kids and then seeing Iggy & The Stooges live in early 1973. The latter shifted the band from their Funk/R&B roots into a more rock attitude, starting with the band name Death. What did you find in this (if you pass me the term) more "violent" style? What were you musically and socially seeking at that time?

Bobby Hackney: Our lyrics really were more expresssions of what we were feeling at the time. We weren't trying to be violent, just socially aware in our music. The Viet Nam war was going on, riots in various cities, the late 60s and 70s was a very social and uneasy time.

2) How did it feel to be a powerful and angry Black punk band in Detroit in the early 70s? How did you interact with the musicians and the "scene" of the Motorcity?

Bobby Hackney: Of course we grew up in Detroit so Motown and The Beatles had to be a big part of our lives, but once we were exposed to the Detroit Rock Scene we were influenced heavily by bands such as Grand Funk Railroad, Wayne Kramer & MC5, Iggy & The Stooges, Ted Nugent & The Amboy Dukes, and British Bands The Who, Led Zepplin, and many others.

3) And you were a three piece made up by real brothers... did your family support Death of was it a pure "brotherhood" thing?

Bobby Hackney: Our mother supported our musical talents from day one. It was her who let us use the garage, use her cadillac car to go across town to United Sounds for recording sessions, and a lot of other things. Of course we were a brotherhood. B.H.

3) Once you demoed the songs with Don Davis at Groovesville Productions, the tracks soon came to Clive Davis of Columbia Records, and a deal was signed for an LP before all the tracks were finished. Then Clive forced you to change your name before the LP was out and you basically told him "f**k you", Detroit style. Were you aware of this big "manipulation habit" from the record companies? How did you brothers cope with the name imposition thing?

Dannis Hackney: The Name Death came from David. The name was to revolve around a concept of Albums and Rock Operas that we were planning. Don Davis brought demos of our sessions from United Sounds to New York and presented the demos to a number of music moguls in New York City, Clive Davis at Columbia being one of them, Clive and Don was already involved with other projects such as Johnnie Taylor's "Disco Lady" so Don presented the tapes to him and He liked what he heard, but he did not like the name of the Band and this is what was told to us by Groovesville's offices. When our brother David heard this he replied "Hell No!!".

 4) The Drag City Reissue of "...For The Whole World To See" is absolutely fantastic. Every riff cuts like a razor, and I think all your "urgency" is perfectly pictured in every track... even in the strangest one, "Let The World Turn", a kind of psychedelic, "proggy" tune... could you please tell me about this outstanding track? How did it take shape?

Bobby Hackney: We thank you for that. Now you're making us name more influences like Pink Floyd, King Crimson, and Emerson Lake and Palmer like Brain Salad Surgery. When Davis composed this song he did tell us it was like a mini Rock-Concerto. The lyrics I wrote to convey the notion of Death from negative to positive. Also the album is not a re-issue because this is it's very first official release.

5) "...For The Whole World To See" seems to commuicate a sense of "pressure", a need for freedom and a determined way to get it. Could you please tell me about your life in the 70s, what were your biggest expectations and your worst fears, and how did you pack 'em up writing songs?

Dannis Hackney: Our biggest expectations was to become a touring Rock-N-Roll band with a popular original album. You have to understand our goal was to record original records, in Detroit at that time, making records was just as, if not more important than playing a lot of shows. Our worst fears in 73, 74? Getting drafted by the army for service in Viet Nam.

6) Was it painful to give up with the band after the Coulmbia "affaire"? How did Death came to an end?

Bobby Hackney: When the deal fell through with Columbia, Groovesville lost interest in the continued marketing/shopping for a major record deal. We and Groovesville mutually parted ways in 1976. We locally realesed the single "Politicians In My Eyes b/w Keep On Knocking in the fall of 1976. By then corporate radio had taken over and it was near impossible to get airplay on local Rock Radio, so by February 1977, we relocated from Detroit to New England in Vermont and became known as The 4Th Movement and recorded 2 entire Gospel-Rock albums and a single. David returned to Detroit in 1981. Being left as only a Bass and Drum duo, myself and my brother Dannis Hackney became attracted to Reggae music and formed the Reggae Band Lambsbread.

 7) We're in 2009 now, and Death came back with the Drag City reissue... could you please tell us how the master saw the light and how the reissue project took place?

Bobby Hackney: By chance really, my son found out about this huge underground demand and brought it our attention. We had the masters in our own possesion since we came from Detroit, and our brother David had brought extra tapes from Detroit before he died. He told us that one day the world was gonna come looking for this music, and he knew that we would have it, and he was right.

8) Thanks so much for being with us, for releasing such a nugget like "...For The Whole World To See", and for these in depth answers... we'd like to you to leave a message for all us proto punk freaks! Cheers!

Bobby Hackney: When we were writing, recording, and performing this music in 1973 to 1975 we were not trying to pre-date or create a new moniker for Rock-N-Roll, we were just playing what  all of us Detroit Rockers called "Hard-Drivin Rock_N-Roll Baby!!! (That's just the way we used to say it).

http://www.myspace.com/deathprotopunk
http://www.dragcity.com/dragcity.html
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Ultimo aggiornamento Domenica 08 Novembre 2009 17:54
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