Creative Commons

Kaleidoscope: un'intervista a Peter Daltrey - Parte 3

Domenica 03 Febbraio 2008 13:46 amministratore
Stampa PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Ecco online la parte conclusiva della lunga ed apassionante chiacchierata con Peter Daltrey dei Kaleidoscope, dove verranno affrontati i temi del periodo postumo alla psichedelia inglese, delle ristampe, dei nastri persi e della vita dopo la stagione dell'amore... buona lettura!

CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION 

Poi i Kaleidoscope sono mutati nei Farfield Parlour…puoi provare a descriverci la sensazione di questa svolta all’ interno del gruppo ? Come ha influenzato il vostro songwriting.

Dopo il nostro successo iniziale nell’ottenere un contratto, abbiamo avuto un sacco di sfortuna.
I nostri dischi hanno fallito in classifica a dispetto dei molti passaggi in radio perché la Fontana era incapace di distribuirli ai negozi. Se un ragazzino va in un negozio per comprare il nostro disco per scoprire che è fuori stock spenderà i suoi soldi sudati su qualche altra cosa. Nel momento in cui i nostri dischi erano disponibili, la gente si era orientata su altre cose. Questo problema ci ha perseguitato dal principio alla fine della nostra carriera, bloccati come eravamo con la Fontana/Vertigo sotto la Philips.

Cosi’ dopo un periodo d’abbattimento come Kaleidoscope sentimmo che era necessaria una nuova direzione. Ci legammo David Symonds un dj di Radio One. Divenne il nostro manager e rinegozio i ns. contratti. Firmammo un contratto con la nuova etichetta progressiva la Vertigo, in pratica la Fontana con un nome trendy. La nostra musica era cambiata di nuovo!
La psichedelia era stato un fenomeno dalla vita breve, come un razzo che sparato nel cielo, esplode in una cascata di stelle colorate poi sbiadisce e muore. Svanii alla fine degli anni sessanta. Stavamo suonando una musica più acustica e introspettiva. Scrivere con dei nuovi strumenti influenzò il tipo di canzoni che stavamo componendo. E questo di conseguenza influenzò anche i testi.

Stavamo usando più strumenti che in precedenza, con Steve al basso e al flauto, Dan alla batteria e altre percussioni, Ed su varie chitarre e tastiere ed io ad abbellire i miei accordi maldestri sul piano e l’organo godendomi le mie prime volte al mellottron. Il suo suono unico era il risultato della sua tecnologia inaffidabile, con ogni nota che suonava un nastro con gli archi o i fiati.  Era famoso per scordarsi e subire in maniera deleteria i cambi di temperatura. Ma era un suono fantastico per un gruppo che usava solo la batteria e due chitarre. Una memorabile serie di registrazioni terminò con una sessione notturna di missaggio agli Olimpic Studios a Barnes. Dave amava pompare i decibel, l’album non aveva mai suonato cosi bene. Eravamo pervasi dal suo suono ricco, folk, travolti dall’imponenza della produzione e lasciammo l’oscurità dello studio.

Emergemmo nel mattino di Chelsea, il dolce profumo del pane appena sfornato fluttuava su di noi portato dalla brezza spazzata dall’antico fiume. Giorni magici…

Puoi darci la tua opinione e i tuoi ricordi per ogni album dei Kaleidoscope e dei Farfield Parlour ? Quale disco o canzone spicca per te?

Penso che i quattro album sono completamente diversi l’uno dall’altro. “Tangerine Dream” ha certamente un suo fascino naive. Quattro giovani uomini in un vero studio di registrazione per la prima volta. Un insieme di canzoni che erano vecchie e nuove, alcune scritte un paio di anni prima, altre appena composte. La mia voce, in particolare, mi suona molto acerba, quasi fragile e incerta.
Mi scrivono persone dicendomi che è qualcosa che gli piace.

Stavamo già forzando i confini accettati includendo brevi pezzi introduttivi con canzoni molto più lunghe. Avevamo perfino messo un pezzo parlato. Molto coraggioso per i tempi e ancor più sorprendente che la Fontana ci permettesse cosi’ tanta sperimentazione agli inizi della nostra carriera.
Ma come ho già detto, loro erano convinti di aver i nuovi Beatles cosi’ erano felci di lasciarci le briglie sciolte e tempo in studio in abbondanza per sviluppare le nostre idee.

Come gruppo siamo evoluti e maturati in maniera costante, sia come persone sia come musicisti.
Eddie ed io ci spronavamo costantemente come autori, io scrivevo testi sempre più bizzarri ed Ed mi veniva incontro con canzoni dalla struttura più articolata con tonalità e cambi di tempo che uscivano dalla forma della canzone pop. Con “Faintly Blowing” raggiungemmo il nostro picco come Kaleidoscope, con nuovamente, una selezione di stili che non si scontravano mai, dall’humor folk di “Tom Blitz”  al caos di “Music”, dalla grandezza di “Black Fjord” alla semplicità di “Bless the executioner”.

Dei due album dei Kaleidoscope, sento che il secondo è più completo, dalla copertina eccellente alla scelta del materiale. Questo non per dire che non ho un predilezione nostalgica per “Tangerne Dream” ce l’ ho, ma il secondo disco sono i Kaleidoscope al loro meglio e “(Love Song)for Annie” cattura il nostro suono dal vivo.

Dopo che siamo passati attraverso il trauma dell’ ultimatum della Fontana “registrate solo materiale commerciale o…” e riemersi con un manager e una nuova determinazione nell’ avere successo, siamo cresciuti nella nuova incarnazione di Farfield Parlour, abbracciando i cambiamenti culturali e sociali che ci accadevano intorno e muovendoci con le tendenze musicali, lontani dalle filastrocche e le canzoni d’amore sui cuori infranti scrivendo e suonando con una comprensione più profonda del nostro genere.

"From home to home” è cresciuto naturalmente, con canzoni scritte sotto l’ombra dei salici piangenti nel giardino soleggiato di David Symonds vicino al fiume, e preparate durante jam notturne dove le candele bruciavano, il vino scorreva e gli amici ascoltavano. L’ unica eccezione era “Sunnyside Circus” che era una gemma rimasta dalle session dei Kaleidoscope, ma era una canzone che tutti amavamo. Le sedute di registrazione furono deliziose: furono perlopiù session a notte fonda/prima mattina, dove esploravamo nuovi strumenti e nuove tecniche di registrazione.

Sebbene la produzione d’alcune canzoni è imperfetta, il suono d’insieme del disco e quello di un coesione gentile, un’unione dello spirito della band. “Drummer Boy of Shiloh” e “Aries” sono le canzoni migliori per me, “Aries” in particolare rappresenta i Fairfield Parlour al loro meglio.

Sebbene registrato successivamente, “White-faced Lady” uscì come un album dei Kaleidoscope,
semplicemente perché volevamo confondere i nuovi fan negli anni 90’ chiedendogli di riconoscerci come due gruppi separati. Per me “Song for Jon” e “Epitaph” sono i pezzi piu’gratificanti. Ma e’ difficile scegliere dei pezzi singoli perché l’ album e’ stato concepito per essere ascoltato come un
Tutt’ uno.

Tristemente, i ricordi di queste registrazioni non sono cosi’ vicini al mio cuore, perche’ le frizioni fra il management e il gruppo erano al loro massimo. Ma se dovessi ascoltare l’ album di nuovo
Mi sforzerei di eliminarle dalla mia mente e mi godrei il fluire e rifluire dell’album cosi’come le canzoni ti guidano maestosamente dall’innocenza e la speranza alla tragedia e alla morte. Uno potrebbe chiedersi quale sarebbe stato il destino dei Farfield Parlour, il loro posto nella storia della musica se quell’album fosse uscito ai tempi…

Cosa è successo ai membri del gruppo dopo lo scioglimento, e c’e’ qualche possibilità di vedere i Kaleidoscope/Farfield Parlour con la line-up originale per un concerto o un disco nuovo?

Quando venne il giorno in cui realizzai che ero completamente al verde mi resi conto che non potevo andare avanti. Avevamo provato duramente ad assicurare un contratto per “White Faced-Lady” ma avevamo fallito. Mi sposai e scappai via da Londra per andare in campagna.
David Symonds trovò un lavoro a Ed in un radio locale e da allora ha continuato in questa ed altre cose, lavorando perfino con McCartney per un momento. Dan ha gestito un negozio di dischi per qualche anno. Steve guidava limousines, prendendo attori e attrice all’ aeroporto e portandoli sulle locations dei film.

Sabato 1 marzo del 1999, Steve assisteva ad un party per un lancio di un film a Londra. Nelle prime ore del mattino stava attraversando Chelsea Bridge per andare a casa quando fu investito da un taxi e ucciso. Al suo funerale i tre membri superstiti suonarono “Aries”, è stata l’ultima volta che abbiamo suonato assieme.

Cos’, no non ci sarà un concerto, anche se ci sarebbe piaciuto. Con tutto il rinnovato interesse nel gruppo sarebbe stato fantastico suonare per i nostri fan, vecchi e nuovi. E nessun disco nuovo senza Steve. C’era stato un gran parlare di tornare in studio, ma poi non se n’e' fatto niente. Di qui la mia determinazione nel continuare a scrivere e registrare.

Cosa puoi dirci delle ristampe dei Kaleidoscope ? Qual è il tuo rapporto con le etichette coinvolte, c’e’ ancora del materiale inedito?

Ho lavorato per molti anni per convincere l’Universal a ristampare i nostri album. Le ristampe non autorizzate sono state in circolazione per qualche tempo.  Alla fine avevano un senso e io lavorato con loro per l’uscita della raccolta “Dive into yesterday”. Abbiamo lavorato tutti con la Circe per la loro uscita con le Bbc Sessions, sebbene personalmente detestassi quelle registrazioni.
Anche la Repertoire in Germania ha lavorato con noi per le ristampe. Ma le ristampe migliori sono quelle della Airmail in Giappone, dove godiamo di un grande seguito. Non sono felice della scandente ristampa con le canzoni dei Sidekicks.

Alla fine degli anni sessanta abbiamo registrato molti demo delle nostre canzoni per la Fontana in dei piccoli studi indipendenti e c’erano anche delle out-takes registrate agli studi di Marble Arch, ma niente e’ stato trovato. E’ con un immenso dispiacere che devo dire che negli anni ottanta quando pensavo che il gruppo fosse morto e sepolto per sempre buttai via dei nastri rari.

Ok, Peter ultima domanda, cosa ti tiene occupato adesso? Di quello che vuoi ai nostri lettori.

Scrivere e registrare costantemente. Ho appena fatto uscire il mio tredicesimo album solista. Ho fatto uscire tre dischi scritti e registrati con Damien Youth un brillante musicista e compositore di New Orleans. “Tatoo” è uno dei miei dischi preferiti, uno di quelli di cui sono orgoglioso. E “Nevergreen” è un altro concept album come “White Faced Lady” con diciotto canzoni e una storia che le accompagna. Ho registrato anche tre album come Link Bekka che sono più sperimentali
Ma soddisfacenti, in particolare “Pittsburg Warhola”.

Molte persone mi scrivono per dirmi che gli piacciono i miei dischi perché la mia voce non è cambiata tanto e ci sono molti echi sia dei Kaleidoscope sia dei Farfield Parlour nelle mie canzoni.
E’ inevitabile penso: in molti modi, sono ancora quel diciottenne ingenuo ed entusiasta che voleva essere Buddy Holly.

http://www.myspace.com/peterdaltrey  

http://www.myspace.com/kaleidoscopeukfairfieldparlour


ENGLISH VERSION

The late Kaleidoscope turned into Fairfield Parlour... could you try to  describe the feeling of than "turning of page" within the band? How did it affect your songwriting?

** After our initial success at getting ourselves a recording contract we had a lot of bad luck. Our records failed to chart inspite of healthy airplays because Fontana were useless at getting the vinyl into the shops. If a kid goes into a shop to buy your record to find it`s out of stock they`ll spend their hard-earned cash on something else. By the time your record is in stock they`ve moved on to something else. This problem dogged our progress throughout our career, stuck as we were with Fontana/Vertigo under the same Philips umbrella.

**So after our time at the coal-face with Kaleidsoscope we felt a new direction was required. We hooked up with David Symonds a Radio One DJ. He managed us and renegotiated our contract. We signed a tape-lease deal with the new progressive label, Vertigo -- Fontana with a trendy moniker. Our music had changed – again! Psychedelia was a very short-lived phenomenon -- a rocket that shot into the sky, exploded in a cascade of colourful stars then faded and died. It fizzled out in the late Sixties. We were playing more acoustic, introspective music. Writing with new instrumentation affected the type of songs we were writing. This in turn also affected the lyrical content.

**We were using more instruments than previously, with Steve on bass guitar and flute, Dan on drums and other percussion, Ed on a range of guitars and keyboards and me vamping out my ham-fisted chords on piano and organ and enjoying my first use of the mellotron. The instrument`s unique sound came as a result of its dodgy technology, with each note playing a tape of strings or woodwind. The instrument was notorious for going out of tune and being badly affected by changes in temperature. But a wonderful sound to a group used only to drums and two guitars. A memorable series of sessions, culminating in an all-night mixing session at Olympic Studios in Barnes. Dave liked to crank up the decibels; the album never sounded so good. We were suffused with its rich, folky sound, overwhelmed by the `size` of the production and left the darkened studio aglow.

** We would emerge into the new Chelsea morning, the sweet smell of freshly-baked bread wafting to us on the breeze that swept up from the ancient rolling river. Magic days...

If you would please, give us your thoughts and memories on each of the Kaleidoscope/Fairfield Parlour album? What songs or albums stand out for You ?

**I feel the four albums are quite distinct from one-another. `Tangerine Dream` certainly has a naive charm. Four fresh-faced young guys in a proper recording studio for the first time. A bunch of songs that are old and new, some written a couple of years before, others newly-penned. My voice, in particular, sounds very youthful to me, almost fragile and uncertain in places. But people write to me and tell me that`s something they like.

**We were already pushing at accepted boundaries by including very short introductory pieces together with songs of much longer duration. We even included a spoken piece. Very brave for the time -- and surprising that Fontana allowed us this much experimentation at such an early stage in our career. But, as I`ve said, they were convinced they had the next Beatles so they were happy to give us a free rein and plenty of studio time to develop our ideas.

**But as a band we evolved and matured at a steady pace, both as people and as musicians. Ed and I were constantly pushing each-other as song-writers: I would write more outlandish lyrics and Ed would match me with song structures that were complicated with key and tempo changes that stepped out of the pop song frame. With `Faintly Blowing` we reached our peak as Kaleidoscope with, again, a varied selection of styles that never clashed, from the folky humour of `Tom Bitz` to the mayhem of `Music`, from the grandeur of `Black Fjord` to the simplicity of `Bless the Executioner.`

**Of the two Kaleidoscope albums the second feels like a complete whole to me, from the excellent cover to the range of material. Which is not to say that I don`t have a nostalgic fondness for `Tangerine Dream` -- I do, but the second album is Kaleidoscope at its best -- and on `(Love Song) For Annie` captures our live sound on vinyl.

**Once we had been through the trauma of Fontana giving us the ultimatum, “Record only commercial material or else...” and emerged with a manager and a new determination to succeed, we grew into our new Fairfield Parlour persona, embracing the social and cultural changes that were happening around us – and moving with the musical times, away from fey fairy tales and broken-hearted love songs and writing and performing with a deeper understanding of our genre.

**`From Home to Home` grew organically, with songs written beneath the shade of willow trees in David Symonds` sunny garden by the river, and honed during late night jams where candles burned, wine flowed and friends listened. The exception was `Sunnyside Circus` which was a left-over gem from the Kaleidoscope sessions, but a song we all loved. The recording sessions were delightful: very late night/early-morning sessions, exploring new instruments and new recording methods.

**Although the production on some of the tracks is flawed, the overall sound of the album is one of a gentle cohesion, a coming together of the spirit of the band. `Drummer Boy of Shiloh` and `Aries` stand out for me, the latter in particular represents Fairfield Parlour at its best.

**Although recorded next, `White-Faced Lady` was finally released as a Kaleidoscope album, simply because we would only confuse new fans in the 90s by asking them to know us as two separate bands. For me `Song for Jon` and `Epitaph` are most satisfying. But it is difficult to single out individual tracks because the album was always meant to be listened to as a whole.

**Sadly, memories of these sessions are not held so close to my heart as frictions between management and band were reaching a climax. But if I were to listen to the album again I would strive to eliminate that from my mind and enjoy the ebb and flow of the album as the songs lead you majestically from innocence and hope to tragedy and death. One wonders what would have been Fairfield Parlour`s fate, its place in musical history if that album had been
released at the time...

What happened to each of the band members after the split and is there any chance for a Kaleidoscope/Farfield Parlour with the original line-up for a one-off concert or a new album?

**When the day came that I realised I was completely broke I knew that I couldn`t go on. We had tried very hard to secure a licensing deal for `White-Faced Lady` but had failed. I got married and hurried away from London to the countryside. David Symonds got Ed a job in local radio and he has continued in that and many other things ever since, even working with McCartney for awhile. Dan ran a record shop for a few years. Steve drove limousines, picking up actors and actresses from airports and driving them to film locations.

**On Saturday 1st May 1999 Steve attended a film launch party in London. In the early hours of the morning he was crossing Chelsea Bridge on his way home when he was hit by a taxi and killed. At his funeral the three surviving members perfomed `Aries` -- it was the last time we played together.

**So -- no, there won`t be a one-off gig, much as we would have liked. With the renewed interest in the band it would have been wonderful to play for our fans, new and old. And no new album without Steve. There was much talk about getting back in the studio, but it evaporated into thin air. Hence my own determination to keep writing and recording.

What about the Kaleidoscope reissues? What are your relationship with the labels involved, is there any other unrelased material about ?

**I worked for many years on getting Universal to reissue our albums. Pirate issues had been on the market for some time. Eventually they saw sense and I worked closely with them on the release of the compilation, `Dive into Yesterday.` We all worked with Circle on their BBC Sessions release – although, personally I detest those recordings. Repertoire in Germany have also worked with us on reissues. But the best reissues have been through Airmail in Japan where we enjoy a healthy following. I was not happy with the shoddy release of the Sidekicks tracks.

**In the late Sixties we recorded many demos of our songs for Fontana at small independent studios and there were some out-takes at the main Marble Arch studios, but nothing has been found. It is with immense regret that I have to report that in the Eighties when I thought the band was dead and buried forever I actually threw out some rare tapes.

Ok the last one Peter, What keep you busy nowadays ? Now you can tell what you want to our readers!

**Writing and recording constantly. I have just released my thirteenth solo album. I`ve released three albums written and recorded with a brilliant musician and writer from New Orleans, Damien Youth. `Tattoo` is one of my favourite albums, one of which I`m very proud. And `Nevergreen` is another concept album like `White-Faced Lady` with eighteen songs and an accompanying story. I`ve also recorded three albums under the name, Link Bekka which are more experimental, but nonetheless satisfying, particularly `Pittsburg Warhola.`

**Many people write to tell me they enjoy my albums because my voice hasn`t changed and there are many echoes of both Kaleidoscope and Fairfield Parlour in my songs. Inevitable, I suppose: in many ways I`m still that starry-eyed eighteen-year-old kid who just wanted to be Buddy Holly.

http://www.myspace.com/peterdaltrey  

http://www.myspace.com/kaleidoscopeukfairfieldparlour


rssfeed
Email Drucken Favoriten Twitter Facebook Myspace Stumbleupon Digg MR. Wong Technorati aol blogger google reddit YahooWebSzenario
Ultimo aggiornamento Domenica 08 Novembre 2009 18:03
| + - | RTL - LTR