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Youngteam “Fading Into Night”, Northern Star Records 2014

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Retrophobic people

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The Delaplains

Giovedì 12 Settembre 2013 19:43 fab

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The Delaplains: è questo uno dei nomi più promettenti della scena indipendente UK in questo momento. Forti di un EP di debutto come “Gipsy Blood”, i ragazzi si presentano come una proposta a metà strada tra il britpop classico di stampo 60s e certe delizie psichedeliche alla Echo & The Bunnymen. Mettendo insieme questi aspetti e stando sempre attenti all'accessibilità pop delle canzoni, la band sta guadagnando meritati consensi nel nord dell'Inghilterra. Con un secondo EP di prossima pubblicazione alle porte, vogliamo essere i primi a parlarne in Italia.

Ciao Phidel e Jason, prima di tutto vorrei chiedervi qualcosa della band, in che modo vi siete conosciuti, e che tipo di suono stavate ciascuno rincorrendo...

Phidel: io e James, il batterista, suonavamo in una band un paio d'anni prima, ed eravamo già amici. Abbiamo incontrato Jason ad una festa in casa di amici, e abbiamo iniziato a parlare di calcio, di scarpe e di canzoni di Phil Spector. Dopodichè abbiamo iniziato a strimpellare qualcosa un paio di settimane dopo l'incontro, e dopo un paio di mesi è arrivato Oliver, il bassista, conosciuto attraverso amici comuni. Di recente si è aggiunto anche Matthew alle tastiere sui nuovi pezzi, che ci fa anche da chitarrista. Quindi questa è stata la formazione che ha registrato il primo EP, ed ora siamo ufficialmente in cinque.

Jason: non stavamo rincorrendo un'idea particolare di canzone. Tutti amiamo il pop degli anni 60, e le strutture che sono alla base dei nostri pezzi arrivano da lì. Ci piaceva l'idea di avere canzoni corte e orecchiabili, perchè nessuno vuol vedere una band senza contratto che suona un set di due ore con settantaquattro assoli di chitarra! Senz'altro non noi! Oppure gruppi che si fanno in quattro per sembrare incazzati e cattivi, quando in realtà sono le persone più felici del mondo... che senso ha?

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Settembre 2013 20:24 ) Leggi tutto...
 

Sai cos'è il Salford Lads Club?

Domenica 01 Settembre 2013 21:09 fab

Manchester, 13 agosto 2013. Tanto per cambiare, piove. Una coppia di devoti al Santo Morrissey, con le scarpe inzuppate e i cuori tremanti, si avvicinano ad uno dei luoghi cari all'agiografia degli Smiths e del suo leader. Il Salford Lads Club è una specie di oratorio laico, immortalato come sfondo di una delle più celebri foto del gruppo di Moz.

Non tutti sanno cosa succede e cosa c'è realmente in St. Ignatius Walk, proprio alla fine di Coronation Street, molti si fermano per una foto di rito da esibire sui social networks, ma ciò che dal 1904 accade tra le mura rosse del club non è magari notorio ai più.

La coppia si avvicina, e inizia a scattare le foto come da consuetidine.

Non succede nulla, tutto sembra chiuso, e continua a piovere.

Ad un certo punto, da una porta laterale esce un muratore, carriola e macchie di calce. La coppia chiede e l'uomo risponde che è tutto chiuso, e che ci sono lavori di ristrutturazione, ma che vedrà se può fare qualcosa...

“Brian, ci sono un paio di anime perse qua sotto, cosa faccio?” urla verso la tromba delle scale.

In un paio di minuti la coppia incontra Brian, uno dei gestori del Salford Lads Club. Un uomo sulla settantina, corpulento e sorridente.

“Scommetto che siete qui per visitare la stanza degli Smiths”, dice.

Sì, siamo lì per visitare la stanza degli Smiths.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Settembre 2013 11:40 ) Leggi tutto...
 

La Piramide Di Sangue

Domenica 18 Agosto 2013 08:19 fab
E' già parecchio tempo che la cosa va avanti. In Italia, finalmente, esiste uno scenario sotterraneo degno di nota, al quale anche l'estero si sta interessando. La nuova ondata psichedelica scorre da nord a sud, e, con bastone da rabdomante e una buona dose di curiosità, è facile scoprire formazioni sempre più mutevoli e stupefacenti, dedite a ricerche e sperimentazioni di tutto rispetto su e giù per la penisola. Come successe col progressive italiano negli anni 70, le bands affiliate a questo nuovo movimento psichedelico combinano elementi classici con suggestioni mediterranee, esoteriche, valorizzando l'eccellenza italiana nella cura del particolare. Senz'altro una delle teste di serie di questa scena è La Piramide Di Sangue, collettivo torinese con all'attivo uno splendido LP in vinile rosso, intitolato "Tebe"...

La Piramide Di Sangue: domanda di rito. Come nasce l'idea, e quanto tempo fa? E' stato difficile mettere insieme una compagine così particolare?

STEFANO: La Piramide nasce alla fine del 2011, avevo appena registrato dei brani come Gianni Giublena Rosacroce per una tape su Yerevan chiamata appunto "La piramide di sangue". Ho subito pensato che potesse essere un buon nome per una band, e da molto tempo avevo in testa l'idea di un ensemble psichedelico con molti elementi. Ascoltando una trasmissione notturna su Radio Blackout chiamata "Jene nella notte" ho capito che c'era qualcun altro a Torino con gli stessi gusti musicali e la passione per l'etno jazz, il kraut e la psichedelia. Di li a poco sono entrato in contatto con i due ragazzi della trasmissione, Jena e Walter (ora rispettivamente chitarra e basso), scoprendo che avevamo anche molti amici in comune, e che tra questi amici anche altri avrebbero sicuramente appoggiato il progetto. Abbiamo cominciato a suonare tutti insieme a casa di Jena riarrangiando brani della mia tape, e poco dopo abbiamo inziato a scrivere pezzi tutti insieme. C'e stata da subito un'incredibile alchimia.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Agosto 2013 09:08 ) Leggi tutto...
 

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