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The Domino State ‘Uneasy Lies the Crown’

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The Domino State ‘Uneasy Lies the Crown’, Exhibition Records 2010
I Domino State sono stati il segreto meglio custodito dell'underground inglese per qualche tempo, ed ora è giunto il momento dell'uscita del loro atteso album sul mercato.
Su ‘Uneasy Lies The Crown,’ i Domino State si sono assicurati di aver nascosto in ogni traccia una piccola gemma. L'attenzione al dettaglio è la chiave dell'intero lavoro. La band ha prodotto un ascolto  molto personale, ma al contempo accessibile: questa è una caratteristica che solo i gruppi migliori riescono ad ottenere dopo anni di lavoro sulle canzoni. I pezzi sono già “anthems” e reggono perfettamente la trasposizione dal vivo, dando ai Domino State un ulteriore potenziale.
Scegliere una traccia è pressochè impossibile. I singoli ‘We Must Not Shut Ourselves Away’ e ‘Firefly’ sono ovviamente due momenti salienti del disco, ma tralasciare altre canzoni come ‘What's the Question?’ e ‘For Now’ sarebbe un'ingiustizia. Ogni traccia ha un potenziale “da singolo” al suo interno: per questa caratteristica e per l'ambizione e l'intraprendenza, il gruppo meriterebbe l'esposizione al grande pubblico.
Prima di questa uscita, i Domino State hanno fatto da supporto ai Coldplay nel loro arena tour. Musicalmente, questo album sorpassa qualsiasi cosa che i Coldplay abbiano mai scritto: è questo “il debutto del 2010”. In tema di debut albums, 'Uneasy Lies the Crown' potrebbe stare là in alto insieme a “Script of The Bridge” dei Chameleons. Questo è un disco molto importante per il gruppo e per la musica inglese.
http://www.thedominostate.com/

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 19 Agosto 2010 09:39 )

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The Lost Rivers/Others In Conversation Split 12"

Valutazione attuale: / 24
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The Lost Rivers/Others In Conversation Split 12”, Cattes Brazen 2010
Questo split è uno dei dischi più interessanti che mi sia capitato di ascoltare quest'anno. I Lost Rivers arrivano dalla Germania e sul loro lato hanno realizzato una specie di “dissacrante noise post apocalittico”, con ‘Downhill From Here’ e ‘White As Hell.’ Accanto alla furia e all'eccitazione dei loro feedback estremi e dei loro fuzz rimangono due grandi canzoni, che ricordano da vicino i Joy Division e i Jesus & Mary Chain, suonando tuttavia in maniera molto differente. I Lost Rivers sembrano fottersene di tutto, fondamentalmente: il loro è il suono che gli A Place To Bury Strangers hanno sempre sognato. Influenze e paragoni a parte, la loro facciata del disco potrebbe essere uno dei singoli dell'anno.
Sull'altro lato, gli Others In Conversation mettono due canzoni post punk molto valide, ma troppo austere, che ricordano le prime cose dei New Order e dei Cure. La mancanza di voce non aiuta, se solo ci fosse una linea melodica cantata, anche questa metà dello split potrebbe essere elevata ben oltre al risultato raggiunto.
http://thelostrivers.com/
http://www.othersinconversation.com/

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 19 Agosto 2010 10:19 )

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Miss Chain & The Broken Heels "On A Bittersweet Ride"

Valutazione attuale: / 8
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Miss Chain & The Broken Heels "On A Bittersweet Ride", Screaming Apple 2010
Prendete un bicchiere, riempitelo d'acqua e poi fateci cadere dentro gocce di colori diversi, per godervi l'effetto. Spostando il paragone in campo musicale, questo un po' ciò che ho trovato in questo album di Miss Chain & The Broken Heels: avevo sentito parlare di loro come di una realtà del "giro" powerpop, ma in realtà MC&TBH, sul denominatore comune delle melodie vocali (ottimamente condotte dalla bella voce di Astrid) aggiungono i colori del female-pop, del Sixties, del garage, qualcosa di "indie vecchia scuola", il Pop Punk e una adorabile vena surf nell'uso della chitarra solista (che forse ho sentito solo io, ma che aggiunge interesse ad un suono tipicamente jingle-jangle). L'album su Screaming Apple (che ricordo a sfornare bellissimi dischi garage a metà degli anni 90) conferma una band italiana solo per passaporto, capace e pronta per piacere un po' a tutti, appoggiata su una sezione ritmica solida e affiatata. E' davvero semplice farsi "prendere" dalle atmosfere alla Shangri-Las di "Flamingo", dagli echi delle female bands della 4AD in "Mary Anne", dal powerpop classico di "Common Shell" (dove quella chitarrina surf fa un gran bel lavoro, così come in "Diary Of A Mad Housewife"), dal febbrile garage di "Roller Coaster". "On A Bitterweet Ride" è un ottimo mix, un disco dall'ascolto a presa rapida, un piccolo "underground classic", speciale perchè in grado di accontentare molti "gusti", rimanendo difficile da classificare in un "genere". Un'altra bellissima realtà italiana: cercate da queste parte e troverete di che ascoltare.
http://www.myspace.com/misschainandthebrokenheels
http://www.myspace.com/screamingapplerecords

Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Agosto 2010 11:23 )

 

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