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TV21: an interview with the band

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“Emotionally diverse, magnificently played, with touches of genius throughout it and delivered with an unnerving force, TV21's debut is a welcome light at the end of a dark tunnel”, Paolo Hewitt

“They touched the lives of many of us and left in their wake a smattering of fine singles and an uplifting, soaring under-rated debut album in 'A Thin Red Line' which still stands up to scrutiny today”, Gary Crowley


E' stata l'esplorazione del periodo discografico successivo al Punk ad introdurmi ai TV21. Cercando suoni e connessioni relative al periodo 78-84 mi sono trovato ad intrecciare più volte le sorti di questa o quella band con il gruppo scozzese di Ally Palmer, Norman Rodger e Neil Baldwin. I TV21 nascono musicalmente nel 1979, nella movimentata scena di Edimburgo, dopo alcune esperienze precedenti in band. Il gruppo ha sempre avuto una scrittura “autentica”, “sincera”, che anticipava di qualche anno la vibrante formula degli Hüsker Dü. Questo fattore è stato ampiamente colto da voci illustri dello scenario musicale inglese come Paolo Hewitt e Gary Crowley, che all'epoca dell'uscita del gruppo sostennero la sua causa. Il Post Punk è più che altro una collocazione temporale per una band con un suono ricco e un pugno di canzoni memorabili, divise tra sei singoli (per varie etichette come Demon, Powbeat, Deram e Decca) e uno splendido album, “The Thin Red Line”, realizzato dalla Deram nel 1981. Se la musica dei TV21 è così calda e speciale, altrettanto si può dire per la sua storia, ampiamente affrontata dalle voci dei protagonisti, che in questa affascinante chiacchierata ci portano dalle umide sale prove di Edimburgo alla Polonia di Solidarnosc, dalle serate passate coi Teardrop Explodes alla residenza al Marquee di Londra. I TV21 sono Neil Baldwin (basso), Ally Palmer (chitarra) e Norman Rodger (voce, chitarra): timewarp 1980, ci trasferiamo nel centro di Edimburgo, Scozia...

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Agosto 2010 12:53 )

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Screen Vinyl Image "Ice Station EP"

Screen Vinyl Image "Ice Station EP", Cassetta, Fan Death Records 2010
Nuova e curiosissima uscita su nastro per questa etichetta americana di cui non conoscevo l'esistenza. Gli Screen Vinyl Image sono una band americana già apparsa su Revolution In Sound, la compilation della Northern Star Records uscita l'anno scorso e fanno parte di quel "sottomondo" figlio della caduta dello shoegaze, dei fossili dei Jesus And Mary Chain e dell'estinzione dei dinosauri Kraut. Sembra che questa specie di apocalisse cerebrale abbia generato una nuova specie di bands ed artisti, una "stirpe evoluta" che fonde con manualità e sapienza gli "elementi storici" citati per creare un "suono nuovo". Quello degli Screen Vinyl Image è scuro, notturno e la dimostrazione è questo lungo EP, contenente materiale vario, che va da tracce nuove di zecca a performances dal vivo. "Siberian Eclipse" si muove sulla base algida ed electro, sulla quale vengono innestate una melodia lunare, una chitarra ricca di riverbero e altre rumorose delizie. Un languido episodio psichedelico, che introduce il resto della cassetta, divisa tra passaggi quasi ambientali, in cui la programmazione diventa rerefatta, vere e proprie "presse di rumore" ("Too Much Speed"), lussureggianti passeggiate cosmiche ("Tomorrow Is"), e mercuriali ballate in cui la voce arriva in territori Joy Division. Se quello che cercate sono drum machines, effetti in saturazione, antichi sintetizzatori  e una sospensione onirica, Screen Vinyl Image è quello che fa per voi.
http://www.myspace.com/screenvinylimage
http://fandeathrecords.com/news/

Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Agosto 2010 11:43 )

 

A Certain Ratio: an interview with Jez Kerr

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Manchester, 1976. Vivere qui non è  molto divertente: il cielo è sempre grigio e carico di pioggia, mentre gli enormi caseggiati rossi, sporchi di fuliggine prodotta dalle ciminiere,  assorbono i pochi raggi di quel timido sole che di tanto in tanto cerca di fare capolino da dietro le nuvole. La depressione economica, poi, non rende sicuramente la vita più felice ai cittadini mancuniani. Tuttavia, tra uno sciopero e uno scroscio di pioggia, la gente meravigliosa che popola questa città, trova il modo di andare avanti...e anche di divertirsi.
Il punk è appena arrivato a Manchester e gruppi come i Sex Pistols  tengono i loro primi concerti davanti a quei pochi giovani lungimiranti disposti ad ascoltare l'assordante energia prodotta da questo “nuovo sound”. Guardando bene tra la folla di questi pionieri si possono già riconoscere le facce di chi farà tesoro di questa inebriante avanguardia, e, imbracciando  gli strumenti,  entrerà presto nel gotha delle bands che hanno fatto la storia della musica.  Ian Curtis , Viny Reily, Edward Devoto e, senza dubbio,  Simon Topping,  Martin Moscropt, Peter Terrel, Jeremy Kerr, ovvero, gli A Certain Ratio.
Formatisi nel 1978, gli A Certain Ratio furono la prima band a firmare (si fa per dire ) per la Factory Records . All'epoca la band era ancora priva di un batterista, ma ciò non impedì a Tony Wilson di realizzare, nel 1979, un primo singolo intitolato "All Night Party/The Thin Boys". Dopo l'uscita di questo 7", alla band si unì anche  Donald Johnson, andando così a completare l'originale formazione degli ACR.
"The Graveyard and the Ballroom“ è invece il titolo del primo album della band. In realtà esso non fu mai distribuito ma solo stampato in cassetta con uno speciale packaging in PVC. Tuttavia,"The Graveyard and the Ballroom“, in sole due parole, mette davanti alle nostre orecchie tutto il mondo musicale degli A Certain Ratio i quali, partendo da un mix eclettico di algide sonorità alla Kraftwerk, fusero assieme ai caldi ritmi funk di George Clinton e dei suoi Funkadelic. Gli A Certain Ratio furono la prima band in Inghilterra ad unire la dance music con la desolata marzialità del post punk, dando vita ad una lunga tradizione che ancora oggi si può sentire  a Manchester in gruppi come gli Stone Roses o gli Happy Mondays.
Dopo trent'anni dal loro album d'esordio "To Each", Retrophobic vi propone una piccola chiacchierata fatta con Jeremy Kerr, uno dei membri fondatori degli ACR (in qualità di bassista/cantante)che, assieme a Martin Moscrop e Donald Johnson, porta ancora alto il nome di una della band più influenti del panorama britannico di fine anni Settanta.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 19 Agosto 2010 14:29 )

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