Si chiamano Giuda e arrivano da Roma. Ma se siete su questo sito a leggere, avrete già passato giornate, nottate e ore in macchina a sfondarvi le orecchie con il loro recente album "Racey Roller", su White Zoo Records. I Giuda l'anno scorso hanno messo d'accordo tutti, dalle fazioni di Punks più ortodossi fino alle riviste internazionali come Mojo, facendo il pienone ai concerti in Italia e all'estero. Non c'è dubbio che tenga: i Giuda hanno il suono dritto in faccia che ci voleva per smuovere le coscienze e tornare a divertirsi. Hanno spiegato in poco più di mezz'ora (la durata del disco) come si fa il rocknroll, quanto sia importante la sintesi e quanto sia necessario riappropriarsi delle basi: ritmo, riffs, cori. Gli elementi primordiali della musica e della strada, quello che vuole la gente. I Giuda saranno ospiti nella giornata di venerdì 16 marzo 2012 nell'ambito del Primavera Beat Festival, ad Alessandria, alla ex Caserma Valfrè. Tutti i dettagli della manifestazione (imperdibile!) li trovate qui: http://www.facebook.com/pages/PRIMAVERA-BEAT-FESTIVAL-Alessandria/122037987903179?sk=info. I Giuda sono a pochi passi dal palco, e la tensione sale. Diamo il benvenuto a Lorenzo (chitarra) e Tenda (voce).
Benvenuti su Retrophobic. L'anno scorso i Giuda sono usciti allo scoperto, facendo una cosa che in Italia non succedeva da tempo: mettere d'accordo tutti. La band ha riscosso recensioni positivissime, i concerti sono eventi molto attesi, e il gruppo è riuscito a costruirsi aspettative solitamente riservate a gruppi stranieri. Mi puoi raccontare com'è successo tutto, dagli esordi fino alle date all'estero e al giustificato "hype" che vi sta attorno?
LORENZO: Dopo la morte del nostro batterista, Francesco, ed il conseguente scioglimento dei Taxi, ci siamo riformati come Giuda alla fine del 2007. Non aveva più senso continuare a suonare e proporre i nostri vecchi pezzi senza di lui ma la voglia di continuare era comunque molto forte... ed eccoci qua. Il nostro sound adesso è più vicino a quello che ascoltiamo da qualche anno e sicuramente più appetibile ad una più vasta fetta di pubblico anche se già con i Taxi avevamo un buon seguito. Siamo sempre andati per la nostra strada fregandocene della moda del momento ed è forse questo quello che viene apprezzato di più.
Riascoltando "Racey Roller" ci si trova davanti ad una miscela molto accessibile, in grado di piacere ad una fetta enorme di pubblico, dagli appassionati di hard rock ai punks ai metalheads o ai fanatici del garage. Ma oltre a questo, per chi li sa cogliere, il disco è pieno di riferimenti specifici, piccoli particolari che lo rendono così appetibile. Come siete riusciti a "raffinare" così bene il suono e la scrittura dei Giuda?
L: Vero, il disco è pieno di riferimenti, anche molto espiciti. Siamo cresciuti ascoltando punk rock e penso che l'eco di alcuni gruppi come Slaughter And The Dogs ed i primi Cock Sparrer sia ancora risconrabile nei nostri pezzi, nati dall'influenza di gruppi come Slade, Sweet, Mud, Faces, l'Aussie rock stile Vanda & Young ed il Junk Shop Glam di gruppi semi sconosciuti della prima metà degli anni 70...poi un pizzico di Equals, Troggs, Small Faces ed il gioco è fatto. Il nostro sound è molto ricercato, nella realizzazione del disco, registrato in analogico, abbiamo dato molta importanza alla strumentazione, mentre per quanto riguarda la "composizione" dei pezzi cerchiamo sempre di scrivere ogni singolo brano come fosse un "singolo".