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Baby Woodrose “Third Eye Surgery”, Bad Afro 2012

Sabato 17 Marzo 2012 09:28
Valutazione attuale: / 4
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“Lorenzo nello spazio”: questo potrebbe essere un sottotitolo per il nuovo viaggio dei Baby Woodrose. Sempre sulfurei, strippati, lì lì tra il freak rock e il garage, con questa nuova prova i Baby Woodrose sembrano voler guardare oltre, verso una quarta dimensione spaziale-introspettiva figlia degli Hawkwind. Paradossalmente il disco ha un taglio molto “pop” (“Waiting For The War”/”Dandelion”), ma c'è un umore alieno ad agitare le acque. Non mancano i rimandi più garage-psych in pieno stile Woodrose (“It's just like a ride”), i riffs quasi stoner (“Bullshit Detector”), il moderno freakbeat (“Nothing Is Real” con sitar e tutto) a completare una super-lisergica consolle pilotaggio verso chissà quale deformato lido. “Third Eye Surgery” e “Honalee” chiudono il disco in maniera davvero “spaziale”, l'ultima corsa prima della depressurizzazione. Come al solito, grande qualità per una band con un suono davvero unico, inconfondibile nel mare magnum delle fotocopie sbiadite. Come sempre, “Baby Woodrose blows your mind”. Uscita ufficiale il 16 aprile.
http://badafro.dk/
http://babywoodrose.wordpress.com/

 

Rovina: they worship loudness

Venerdì 16 Marzo 2012 12:05
Valutazione attuale: / 4
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Loro si chiamano Rovina, e vengono da Torino. Hanno appena fatto uscire un lussurioso 7” su Sangue Disken, e, se seguite la rubrica curata da Micheal Myers qui su Retrophobic, sapete già qualcosa di loro. Sono veloci, grezzi, essenziali, come le loro radici hardcore comandano. Ma sono anche in grado di deragliare in territori più vicini al garage-punk, mantenendo sempre una velocità sostenuta e un rispettabile livello di assalto. A me sono piaciuti subito. Non si perdono in parole, picchiano duro e hanno una forte “simbologia” che mi fa pensare a bands come Void e Minor Threat. E perciò ho contattato Enrico, e gli ho chiesto qualcosa riguardo alla band.

Ciao Enrico e benvenuti Rovina. Innanzitutto complimenti per la scelta del nome, una specie di eco dalla stagione d'oro del Punk italico. Potresti parlarmi un po' del gruppo e della sua genesi?

Grazie. Il nome non ci ricordiamo, forse l'ha tirato fuori Francesco. Piace anche a me perchè si mi ricorda un pò quella fase degli anni 80, credo che i Rovina affondino le radici in quel periodo, non per questioni nostalgiche ma per vicinanza di approccio. Non ricordo bene com'è nata la band, ci conosciamo tutti da tantissimo e forse è nato tutto dal fatto che ad un certo punto eravamo tutti presi su fronti creativi divesti e avere una band con la quale dare forma a quel tipo di cose legate al suonare, far uscire dischi, i concerti, il diy, era un pò quello che mancava. Quale genere fare è nato tutto da sè.

La prima cosa che convince dei Rovina è il "tiro". Non avendovi mai visti e non sapendo nulla di voi mi sono trovato davanti al vostro bandcamp senza alcuna idea. E... bum! Ha funzionato. Siete veloci, compatti, spietati. Ci vuole stile anche a fare casino. Come funziona la scrittura dei Rovina?

I primi pezzi erano tipo "tira fuori un riff, metti la batteria su Garageband a 220 bpm, registriamoci sopra una roba da 1 minuto e scriviamoci un testo" per poi provarla tutti insieme in un secondo tempo. Ora siamo in una fase nella quale i pezzi nascono mentre proviamo. Non so ancora quale metodo funzioni meglio. Abbiamo tiro perchè Luca picchia forte.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Marzo 2012 12:15 ) Leggi tutto...
 

Primavera Beat Special: Giuda!

Martedì 06 Marzo 2012 15:30
Valutazione attuale: / 9
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Si chiamano Giuda e arrivano da Roma. Ma se siete su questo sito a leggere, avrete già passato giornate, nottate e ore in macchina a sfondarvi le orecchie con il loro recente album "Racey Roller", su White Zoo Records. I Giuda l'anno scorso hanno messo d'accordo tutti, dalle fazioni di Punks più ortodossi fino alle riviste internazionali come Mojo, facendo il pienone ai concerti in Italia e all'estero. Non c'è dubbio che tenga: i Giuda hanno il suono dritto in faccia che ci voleva per smuovere le coscienze e tornare a divertirsi. Hanno spiegato in poco più di mezz'ora (la durata del disco) come si fa il rocknroll, quanto sia importante la sintesi e quanto sia necessario riappropriarsi delle basi: ritmo, riffs, cori. Gli elementi primordiali della musica e della strada, quello che vuole la gente. I Giuda saranno ospiti nella giornata di venerdì 16 marzo 2012 nell'ambito del Primavera Beat Festival, ad Alessandria, alla ex Caserma Valfrè. Tutti i dettagli della manifestazione (imperdibile!) li trovate qui: http://www.facebook.com/pages/PRIMAVERA-BEAT-FESTIVAL-Alessandria/122037987903179?sk=info. I Giuda sono a pochi passi dal palco, e la tensione sale. Diamo il benvenuto a Lorenzo (chitarra) e Tenda (voce).

Benvenuti su Retrophobic. L'anno scorso i Giuda sono usciti allo scoperto, facendo una cosa che in Italia non succedeva da tempo: mettere d'accordo tutti. La band ha riscosso recensioni positivissime, i concerti sono eventi molto attesi, e il gruppo è riuscito a costruirsi aspettative solitamente riservate a gruppi stranieri. Mi puoi raccontare com'è successo tutto, dagli esordi fino alle date all'estero e al giustificato "hype" che vi sta attorno?

LORENZO: Dopo la morte del nostro batterista, Francesco, ed il conseguente scioglimento dei Taxi, ci siamo riformati come Giuda alla fine del 2007. Non aveva più senso continuare a suonare e proporre i nostri vecchi pezzi senza di lui ma la voglia di continuare era comunque molto forte... ed eccoci qua. Il nostro sound adesso è più vicino a quello che ascoltiamo da qualche anno e sicuramente più appetibile ad una più vasta fetta di pubblico anche se già con i Taxi avevamo un buon seguito. Siamo sempre andati per la nostra strada fregandocene della moda del momento ed è forse questo quello che viene apprezzato di più.

Riascoltando "Racey Roller" ci si trova davanti ad una miscela molto accessibile, in grado di piacere ad una fetta enorme di pubblico, dagli appassionati di hard rock ai punks ai metalheads o ai fanatici del garage. Ma oltre a questo, per chi li sa cogliere, il disco è pieno di riferimenti specifici, piccoli particolari che lo rendono così appetibile. Come siete riusciti a "raffinare" così bene il suono e la scrittura dei Giuda?

L: Vero, il disco è pieno di riferimenti, anche molto espiciti. Siamo cresciuti ascoltando punk rock e penso che l'eco di alcuni gruppi come Slaughter And The Dogs ed i primi Cock Sparrer sia ancora risconrabile nei nostri pezzi, nati dall'influenza di gruppi come Slade, Sweet, Mud, Faces, l'Aussie rock stile Vanda & Young ed il Junk Shop Glam di gruppi semi sconosciuti della prima metà degli anni 70...poi un pizzico di Equals, Troggs, Small Faces ed il gioco è fatto. Il nostro sound è molto ricercato, nella realizzazione del disco, registrato in analogico, abbiamo dato molta importanza alla strumentazione, mentre per quanto riguarda la "composizione" dei pezzi cerchiamo sempre di scrivere ogni singolo brano come fosse un "singolo".

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 07 Marzo 2012 13:50 ) Leggi tutto...
 

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