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Retrophobic people

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Andy Whitaker "Things That Happened On Earth"

Lunedì 17 Dicembre 2012 00:00 fab
This will be my first post entirely written in English. Well, I don't want to seem posh or whatever, I simply decided for this option since I got more and more feedback from abroad than from Italy. So, hope you won't mind... anyway, I'm keeping the exotic Italian title just to add a bit of extra fashion to it... joking...
As I was saying a few days ago, internet is totally unuseful for some kind of issues... I did not came through this interesting new release from facebook, or from some hipster webzine, but by word of mouth, which works better than anything in some cases. My pusherman Simon introduced me to the work of Andy Whitaker, formerly The Sun And The Moon, Music For Aborigines and Weaveworld. But I don't want to talk about that too much, because I don't want to prepare your ears to what's coming next.
Well, acoustic stuff is not the usual genre I use to groove to in this period.
But when something special comes in store, a interest comes back in a natural way.
"Things that happened on earth" is not that typical Nick Drake thing you expect from an acoustic, folksy album. This is intriguing. And that's a great point.
Andy's voice lays over some beautifully crafted musical parts, throwing a dark shadow and pushing a strange mood in.
It's not easy to to explain, I'll say you get something similar to that restless feeling you get when you listen to "Forever Changes" by Love.
Yes, there are hints of Scott Walker and Lee Hazlewood as well, but this album ranges from clear, bright ballads to more experimental tracks, and everything shows a wide range of feelings, the same mixed feelings you get when you live a real life.
Some laid back moments, like the beautiful Stars, goes along with darker explorations ("Sermon on the mount", "Primordial soup"), and the album keeps on going without weak points, oscillating from calming moments to humoral passages.
The musical parts on the album are brilliant: soundscapes are elegantly presented, arrangements are finely crafted, guitars, pianos, and a few electronic tricks perfectly fit as an enviroment for Andy's songs and stories.
It's a very "adult", ethereal, mature album, just loosely connected with any genre cliché.
Since I got the promo copy I kept on listening to it as a soothing experience, while the crisis goes on and people keep on going mad outside.
Despite of its gentle sounds, this is not a "quiet" album though: it keeps a dark thread weaving through the tracks, adding a sort of magical, magnetic aspect. Like a shell hiding a bittersweet secret.
Do yourself a favour, get yourself a copy of this beautiful piece of music here: http://www.wanderlandmusic.com/andy-whitaker/

Don't stop the word of mouth.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Luglio 2013 19:46 )
 

Death Threat Cassette "Lo-Fi Or Die"

Mercoledì 05 Dicembre 2012 00:00 fab

Più passa il tempo più mi rendo conto di una cosa, e non solo nell'ambito musicale. La "comunicazione" intesa in senso lato, il marketing, l'immagine, la presenza sul web devono esplodere, lasciando cadere l'enorme fallout di fuffa che hanno accumulato in questi anni. Che vadano sulla forca la presenza su facebook, la pubblicità mirata, le belle foto e tutto il resto. A me le novità più buone le passano sempre gli amici, le persone che se ne battono di tutto il carrozzone madiatico, concentrandosi sulla musica, sia essa quella di un demo registrato in cantina o di un disco di platino. Simon, un ascoltatore vero, uno di quelli di cui ti puoi fidare, mi passa un nome: Death Threat Cassette. Mi dice che gli hanno fatto venir voglia di ascoltarli ancora, di scriverci su, di far loro un po' di pubblicità. Ed eccomi qua a parlare di loro, finito "sotto" nel giro di tre brani, già a sperare di mettere le mani sull'album il prima possibile. Death Threat Cassette: una cassetta con minacce di morte, un duo a bassa fedeltà dal Nord Est britannico, pop, elettronico, formato camera da letto. Grandi melodie, chitarre incasinate, tastiere, rumori, batterie elettroniche, grandi hooks, intuizioni geniali, urgenza pop, ma anche malessere suburbano, scazzo e sana voglia di turpiloquio. Tante le atmosfere, una sola via di fuga, rappresentata dalla forma canzone, intrisa di indolente spleen di inizio millennio. Hanno un bel nome, suonano da Dio. Si chiamano Death Threat Cassette e ve li potete godere qui http://www.reverbnation.com/deaththreatcassette/. Il loro album si chiama "Lo-Fi Or Die". Capito?

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Luglio 2013 19:41 )
 

The Temponauts "The Canticle Of The Temponauts" (white label)

Martedì 04 Dicembre 2012 00:00 FAB
Voi lo sapete cos'è una white label? Nel millennio scorso le white labels erano stampe di prova, fatte su vinile, di dischi prossimi all'uscita. Credo che nell'ambito della musica elettronica, quella da dj, le facciano ancora. Servivano per provare una canzone, per vedere come funziona sottoposta all'attenzione della gente. White label perchè quei dischi non avevano il centrino normale, ma un'etichetta bianca con su scritto artista e titolo a pennarello. "Columbia" degli Oasis uscì come white label e oggi i collezionisti uccidono per averne una copia...
Anche io oggi ho in mano una white label. Perchè non c'è più il tipo dei test pressing che me l'ha regalata, ma me l'hanno fatta avere i Temponauts, che hanno appena messo insieme le tracce del loro secondo LP.
Tutte le volte che mi arriva qualcosa di nuovo da loro so che è qualcosa di speciale.
Sono amici, ma anche con gli amici, musicalmente parlando, sono abbastanza una merda.
Con loro però la faccenda è diversa. Sarà una questione di gusti comuni, di età (più o meno siamo tutti lì), ma ormai mi fido ciecamente.
Non sono un gruppo che gira molto, sono tutti incasinati con una vita in corso, il lavoro, le famiglie, ma quando si mettono a suonare, levatevi da sotto...
Il nuovo lavoro "The Canticle Of The Temponauts", di cui ho avuto il mix quasi definitivo, suona meravigliosamente bene.
Cioè, mi da ancora quella sensazione di avere in mano un Verbatim masterizzato con qualcosa dentro che vale. Un piccolo segreto che hai voglia di far scivolare nel lettore della macchina appena esci.
Una cosa del tipo: si vabeh, divertitevi pure con le vostre fisse del momento, io in mano ho una cosa che se ve la faccio sentire vi spettino.
Poi mi immagino il mondo di notte visto dai Temponauts, in quello studio bellissimo nella campagna piacentina (L'Elfo http://www.elfostudio.com/), dove vanno a registrare una volta messe a letto le faccende della giornata.
Suonano duro sulle Rickenbacker, sul bassone Fender, sulle Epiphone d'epoca, e tirano fuori quelle melodie lì che si appiccicano, come se in formazione ci fossero mezzi Stone Roses e mezzi Byrds. Un piccolo miracolo "decentrato".
Proprio poco fa uno di loro mi chiedeva se il disco mi fosse sembrato nostalgico o revivalista, ma cazzo, no, non lo è! E' senza tempo.
"non ci sono gain sintetici, solo valvole JJs e Celstion a livello di fusione! e infatti ho di nuovo fuso un ampli..." mi ha detto il loro cantante.
Se vi chiedessero come suonano i La's, che cacchio rispondereste? Ecco, se avete capito siamo a posto, non perdiamo altro tempo.
Ad ogni modo il disco dura 40 minuti. Le canzoni sono sempre lì che assorbono il succo delle chitarre e te lo restituiscono insieme alle melodie, è difficile da spiegare, ma ti viene voglia di sentirlo ancora una volta e poi ancora una.
Qua arriva l'inverno e si alza la nebbia, ma senza fare versi i Temponauts imboccano quella stradina di campagna, arrivano in studio e ne mettono su un'altra.
Ora c'è solo qualche piccolo aggiustamento in due o tre brani (così mi dicono). C'è anche una cover di Movin' On dei Novecento, e una traccia chiamata Sueno Real, che viene da Ferlinghetti. Hanno imbroccato anche i titoli dei pezzi (Capitulation Day, Teleported Girl). E hanno qualche bella novità, come "March Of The Martians".
Come al solito, l'ombra di Phil Dick veglia sul Cantico dei Temponauti. Se volete dosi massicce di chitarre jangle, delle 12 corde ben piazzate, qualche suggestione ipnagogica, e un bel disco moderno che ha nostalgia del passato, sapete a che porta bussare. Ma aspettate ancora un attimo, ci sono un paio di livelli da aggiustare. Poi si parte.
Di gruppi buoni che suonano questo genere di cose in giro ce ne sono tanti, che spaccano il capello e rifiniscono in maniera maniacale, ma vi assicuro che autentici come i Temponauts non ce ne sono.
Stasera chiudo la settimana tornando a casa con la mia white label a palla.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Luglio 2013 19:34 )
 

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