Los Mustang 66 "S/T"
Los Mustang 66 "S/T", Groovie Records 2009
"Me gusta il Garage, me gusta el Punk". Questo è la sintesi dei messicani Los Mustang 66: il loro vinile rotante per Groovie Records è materiale refrattario. Rifiuta ogni concetto di evoluzione, di contaminazione: è garage mescolato col Punk. E basta. Farfisa ignorantissimo, batteria furente, chitarre che non tolgono mai il fuzz. Alcune cover, alcuni originali, voce femminile e minacciosa. Caliente come il Sud America, ignorante come il peggiore white trash americano. Nulla di nuovo, nulla di intellettuale. Solo musica prevedibilissima per cavemen rintanati in qualche grotta, a sfasciare birre in attesa della prossima festa. Detto così potrebbe sembrare limitativo, ma questa è la filosofia del garage più oltranzista, e dischi come questo sono assolutamente necessari per assecondare alcuni sabati mattina in cui il pensiero imperante è "spacco tutto". Magari ascoltando "Infierno", "Sufriendo" o "Mustang Rojo". La Groovie Records è ancora una volta la stella polare di tutti i cavernicoli, che guida la depravazione anche a Città del Messico. Tiki-poster compreso nel prezzo.
http://www.myspace.com/losmustang66
http://www.groovierecords.com/home.htm
Doppelganger e disturbo dissociativo dell’identità: lo strano caso di Naz Nomad & The Nightmares e Dukes Of Stratosphear...
In fase sperimentale, applicheremo questa descrizione a soggetti difformi, a dimostrazione della bontà dell'enunciato di cui sopra. Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Luglio 2010 23:23 ) |
Blast From The Past Festival - Full Coverage Report!
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Luglio 2010 18:53 ) |


"Il Disturbo dissociativo dell’identità riflette il fallimento nell’integrazione dei vari aspetti dell’identità, della memoria, della coscienza. Ognuno degli stati di personalità può essere vissuto come se avesse storia personale, immagine di sé e identità distinte, compreso un nome separato. Di solito vi è una identità primaria che porta il nome ufficiale del soggetto, ma a questa si affiancano identità alternative che frequentemente hanno nomi differenti e caratteristiche che contrastano con l’identità primaria" (Dr. Debra Jean PhD in Forensic Drumming)
Quando si dice “Sardegna”, a seconda delle priorità, un individuo può elencare diversi luoghi e sfaccettature comuni: l’Ichnusa, Filu Ferru, Mirto e Cannonau. Oppure: Billionare, Briatori e navi da stronzi. Oppure ancora: Matteoli, Dely Valdes, Criniti e Moriero.Gli ascoltatori di un certo suono, possono invece vantare di conoscere una caratteristica dell’isola che purtroppo ancora in pochi conoscono e condividono. Chi segue la scena garage/surf/ punk inserisce l’isola tra le proprie “mecche”, e questo ruolo la Sardegna se l’è conquistato sul campo, sfornando negli ultimi trentanni decine di band che si sono guadagnate un rispetto internazionale notevole. Qualche nome? Joe Perrino and Mellowtones, Tripmakers, Sleepwalkers, Nitrosomones, Uninvited, Insesible Eggs, Intrusi, Rippers, Hangee V e molti altri. Oltre a divertirmi con gli alcolici, seguire un po’ di calcio, ho il piacere di “suonare” la batteria in una band garage punk chiamata